Visualizzazione post con etichetta Angelo Testa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Angelo Testa. Mostra tutti i post

martedì 18 marzo 2014

FLOP ANNUNCIATO DELLE CASE DELLA SALUTE

NON E' VERO CHE RIDUCONO
GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO

Novità come “nuovo pianeta” con troppi interessi che gravitano intorno. Peccato che siano operazioni in perdita, che non servano alla sanità territoriale e che nascano per soddisfare gli appetiti di pochissimi che in realtà non hanno a cuore né gli interessi dei medici né quelli dei Pazienti.

Nascono come “sede pubblica dove dovrebbero trovare allocazione, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, ivi compresi gli ambulatori di Medicina Generale, Specialistica ambulatoriale e servizi sociali, per una determinata e programmata porzione di popolazione” <Come Snami abbiamo più volte sottolineato - sostiene Angelo Testa presidente nazionale del sindacato autonomo - che i Soloni e gli affaristi della sanità, nell'inventarsi le case della salute, fallite clamorosamente in altre nazioni, come soluzione ai problemi della sanità territoriale abbiano battuto il record “dei chi se ne frega” dei Medici e dei Pazienti. 
Non verranno finanziate e non potranno andare avanti ...chi se ne frega, spariranno gli ambulatori dei medici di famiglia dai piccoli paesi...chi se ne frega, saranno super market della sanità...chi se ne frega, verrà meno il rapporto medico paziente a favore di quello medico struttura... chi se ne frega e così via dicendo> <E' altresì palese,- sostiene Francesco Biavati, presidente regionale di Snami Emilia Romagna - che queste strutture sia per attrezzature che per professionalità non possano essere un’alternativa valida ai pronto soccorso. 
Sono ovviamente sottodimensionate per mancanza di fondi, che in sanità saranno sempre meno, con l'epilogo logico che i cittadini continueranno a rivolgersi ai pronto soccorso degli ospedali i cui numeri, statistiche alla mano, sono in continuo crescendo malgrado l’aumento delle prestazione specialistiche nelle case della salute stesse. A dimostrazione di ciò i dati di Bologna e provincia che indicano, se mai ci fosse stato bisogno, l'equazione elementare che aumentando l'offerta si dilata la domanda e che le soluzioni per una migliore assistenza nel territorio siano ben altre.> 
<Colpa dei Medici di Medicina Generale non all’altezza? Neanche per sogno - continua Angelo Testa - E' sbagliato il progetto, pensato da incompetenti in sanità e il fallimento ne è solo la logica conseguenza. I pronto soccorso vanno meglio supportati in organico e organizzazione e deve cambiare la logica “illogica per noi “ che sia l'alternativa alle lunghe liste d'attesa, che gratis o per due lire si possa far subito un pacchetto di accertamenti “tac compresa”, e chi più ne ha più ne metta, e che se continuerà a procedere in questo modo saranno sempre più intasati. 
Al territorio serve la “rete” ed un sistema che non si presenti con il biglietto da visita che tutto debba essere distrutto per essere riformato con un’operazione che porterà al collasso un comparto che funziona bene grazie all’impegno costante dei medici di Medicina Generale, che già da domani mattina si vorrebbero penalizzare con il taglio degli stipendi e con lo stravolgimento del loro lavoro.>

mercoledì 12 febbraio 2014

SCIOPERIAMO PER LA CONVENZIONE. MA PER LASCIARE QUELLA CHE C’E’!


PROPOSTA SHOCK DELLO SNAMI
Contraltare alla Fimmg che dichiara lo stato
di agitazione per rinnovare l’ACN.
Angelo Testa "Grottesco premere per un’operazione in perdita"

Roma 12 Febbraio 2014. Stupore «amaro» nel sindacato autonomo per le recenti notizie apparse sulla stampa di settore secondo le quali il sindacato maggioritario preme per accelerare il rinnovo della convenzione nazionale, visto che sarebbe a costo zero per la Parte Pubblica. 
<Non c’è mai fine alle esternazioni preliminari al festival del grottesco - commenta Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami - Qualcuno dimentica qualche “piccolissimo” particolare dal peso “trascurabilissimo” di qualche tonnellata: si andrebbe a rinnovare senza neanche un centesimo a disposizione. Si prevedono costose novità che non si sa chi pagherà, anzi probabilmente si sa: i Medici, in veste di “invitati paganti” ad un dispendioso pranzo a zero portate. E come antipasto, si fa per dire, da subito taglio degli stipendi ai Medici con decurtazione degli incentivi per le associazioni e le segretarie. In compenso, però, aumenterebbe il lavoro da svolgere. Insomma uno di quegli <affaroni> tipo l’acquisto della fontana di Trevi in cui tu invece di sorridere schernendoti brami per concludere il business del secolo.> 
<Cosa andiamo a rifondare - commenta Francesco D’Accardi, presidente di Snami Marche - senza finanziamenti e con le fughe in avanti dell’immaginazione infantile di chi pensa che le case della salute si possano edificare con le costruzioni del LEGO e che i soldi del MONOPOLI abbiano valore corrente?> 
<Allora stiamo con i piedi per terra - conclude Angelo Testa - e lavoriamo per mantenere e  se possibile migliorare ciò che ancora abbiamo, senza  passare dalla «demolizione» della nostra figura e del nostro ruolo. 
Chi ha la bramosia di aprire operazioni in perdita se ne assuma la responsabilità nei confronti di una categoria sempre di più in sofferenza economica e stanca di «giochini» con cui si trastullano i “soliti noti” ma che possono mettere a repentaglio il posto di lavoro dei Medici e un’assistenza decorosa ai pazienti.>

venerdì 24 gennaio 2014

GIORNATA DEL MEDICO NON SOSTITUIBILE. Per un mese da oggi spieghiamo agli assistiti la nostra presa di posizione


Caro Collega e Cara Collega,
Ti ricordo che venerdì 24 gennaio 2014 ci sarà la "GIORNATA DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE “NON SOSTITUIBILE” come deciso nell’ultimo Comitato Centrale e Consiglio Nazionale e riportato sulla stampa nazionale di settore.
Si chiede di pubblicizzare l’evento attraverso i media locali e di sensibilizzare i vostri iscritti a partecipare attivamente.
Potrà essere affissa in sala d’aspetto la locandina e lavorare in ambulatorio con il badge – distintivo in evidenza appuntato sul camice.
E’ l’inizio di un percorso che durerà 30 giorni sì da poter spiegare agli assistiti le motivazioni che ci hanno portato a questa presa di posizione e il pericolo per loro della possibilità di perdere il loro medico di fiducia che hanno liberamente scelto.
Potrebbe essere utile ci inviaste foto e/o filmati con interviste e considerazioni, anche da parte dei pazienti.

Confido nella partecipazione vostra e degli iscritti della vostra provincia per una buona riuscita dell’evento.

Grazie.
Angelo Testa  Presidente Nazionale dello Snami

clicca qui per vedere Locandina Medico non Sostituibile 
clicca qui per vedere Badge Giornata MNS
clicca qui per vedere Locandina spiegazione ai pazienti
clicca qui per vedere video P.Orlando http://www.youtube.com/watch?v=5OgkQTBZUm8
clicca qui per vedere video S.Santacroce http://youtu.be/sDxTfmaDpSU
clicca qui per vedere video A.Testa e S.Santacroce http://youtu.be/IzDPOygCZHg

L'INTERVISTA DI TESTA A DOCTORNEWS
Snami celebra il medico “non sostituibile”. Testa: cambiare decreto Balduzzi
Medico di medicina generale non sostituibile: così oggi trovano scritto i pazienti sul camice di 8 mila medici di famiglia in tutta Italia. Gli iscritti al sindacato Snami si presentano ai pazienti con un badge in cui sono ritratti cinque professionisti ma solo quello in primo piano ha un volto. 
«E’ il primo passo di una stagione di lotte in cui spiegheremo ai cittadini perché siamo contrari alle aggregazioni forzate previste dal decreto Balduzzi e in cui chiederemo incontri alle istituzioni», dice il presidente Snami Angelo Testa. 
«In autunno porremo questionari a medici e cittadini per vedere dalle risposte se si deve rimettere mano al decreto: la sua spinta alle aggregazioni per farci coprire 24 ore su 24 le esigenze del cittadino, ha come primo effetto quello di rimuovere il rapporto di fiducia. Se un servizio va coperto 24 ore al giorno è chiaro che i medici devono ruotare sul presidio e il cittadino non sarà mai sicuro di trovare il suo curante, che è il suo riferimento sulle patologie e le prescrizioni. 
Oggi Snami ribadisce che non siamo sostituibili come i farmaci, e che il decreto “finge” di dare di più al cittadino estendendo orari di presenza del mmg, ma alla fine – con l’obiettivo di fare economie - gli toglie il riferimento». Per la verità più che lo stato sono le regioni al centro dell’accusa di voler snaturare la medicina generale. «In realtà il decreto Balduzzi, che prefigura le convenzioni “a costo zero” è stato voluto contro la volontà delle regioni. Se per la prima volta, all’indomani di un’ipotetica approvazione della convenzione, i medici apriranno la busta paga e invece di trovarci gli arretrati ci troveranno il taglio del 20% dello stipendio, destinato alle nuove aggregazioni, sarà colpa di una norma dello stato e non dell’autonomia regionale. 
Oggi c’è la moda di far passare le regioni come cattive e lo stato come buono, magari per aprire alla revisione del Titolo V della Costituzione. Ma fu il governo a volere una legge di fatto inapplicabile, e noi non lo dimentichiamo».

Mauro Miserendino

mercoledì 15 gennaio 2014

Ciao 2013. Testa (Snami): "Il 2013 anno tragico per la sanità. Ora il governo Letta vada a casa"


Per il presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani la Legge Balduzzi ha inciso in maniera assai negativa, "azzerando gli investimenti per il territorio". E sull'attuale esecutivo non lesina le critiche. "Servono elezioni e un nuovo governo, basta con questo pastrocchio delle larghe intese".


"La situazione per la sanità italiana sta peggiorando progressivamente e temo che il quadro sia destinato a precitare ancora, soprattutto a causa del rinnovo contrattuale". Non nasconde il suo pessimismo Angelo Testa, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami). E, senza fronzoli, individua chiaramente chi collocare sul banco degli imputati: "Certamente la classe politica, arrogante e incompetente. E sul 2013 ha pesato maledettamente la Legge Balduzzi".
Dottor Testa, qual è il suo bilancio per la sanità nel 2013?
Si è trattato di un anno evidentemente tragico, su cui ha pesato enormemente la Legge Balduzzi che sta dando il via alla demolizione del Ssn così come l’abbiamo concepito. Essa determinerà la cancellazione dell’idea di territorialità a causa dell’assoluta mancanza di investimenti. La situazione è nera, sono sempre di più gli ospedali a rischio chiusura e si sta indebolendo notevolmente l’assistenza. Il rendimento delle Regioni è quasi ovunque catastrofico, insomma il quadro sta precipitando drammaticamente.

A chi attribuisce le maggiori responsabilità?
Senza ombra di dubbio alla politica che, a prescindere dal colore e dagli schieramenti, non si è mai mostrata all’altezza della situazione. E, inoltre, ha manifestato un’arroganza senza precedenti, escludendo preventivamente la possibilità di recepire qualsiasi consiglio dall’esterno. Anche in passato i nostri politici erano spesso presuntuosi, ma almeno potevano vantare una buona preparazione. Oggi, invece, sono del tutto incompetenti, privi di qualsiasi coordinata essenziale.
Quali sono le sue priorità per il 2014? E’ ottimista?
L’obiettivo sarebbe quello di mantenere almeno gli attuali standard, ma sono pessimista e credo che la situazione sia destinata a peggiorare soprattutto a causa del rinnovo contrattuale che costituirà la ragione primaria della distruzione del sistema. Si rischia concretamente un ulteriore arretramento poiché tutti sembrano voler radere al suolo l’attuale struttura, ricominciare da zero sembra l’ossessione più diffusa. Ma se buttiamo giù tutto, poi diventa impossibile ricostruire data l’evidente penuria di risorse. Bisogna invece individuare le criticità e su esse intervenire, azzerare è pura follia.


Ritiene che il governo Letta debba proseguire il suo mandato o si augura un immediato ritorno alle urne?
Serve subito una nuova legge elettorale e poi il voto al più presto. E chi vince governerà. L’attuale esecutivo sta lavorando malissimo, questo pastrocchio trasversale è nocivo per il Paese. Per me le priorità sono e resteranno sempre: sanità, scuola e sicurezza. E il governo Letta è da bocciare sonoramente su tutti e tre questi aspetti. Addirittura per la sanità il voto che attribuirei è zero.

Gennaro Barbieri

mercoledì 18 dicembre 2013

Medicina generale e Atto d’indirizzo. Testa (Snami): “Il Mmg è un professionista non sostituibile”

Conservare il rapporto duale medico-paziente a tutela del Ssn e delle buone cure ai malati. Mentre per quanto riguarda gli studi medici, essi “devono continuare ad essere presenti capillarmente nel territorio”. Dal 24 gennaio  il sindacato lancerà la sua manifestazione: ogni medico lavorerà con la scritta 'medico di medicina generale non sostituibile’ sul camice

La risposta del sindacato autonomo alle “ultime follie”, come le definisce il presidente dello Snami, dell'atto di indirizzo, malnato della brutta legge Balduzzi, non si è fatta attendere. Scaturisce dalla sintesi degli incontri del Comitato Centrale e del Consiglio Nazionale, inframezzati da un convegno nazionale sulle tematiche della professione, che hanno avuto luogo a Roma nell’ultimo fine-settinama, durante il quale i dirigenti sindacali Snami di tutta Italia si sono confrontati sul prossimo futuro della sanità del territorio e del sistema sanitario nazionale. Angelo Testa, leader dello Snami

“Il Medico di Medicina Generale – sottolinea il presidente Snami, Angelo Testa- è un professionista della sanità assolutamente non sostituibile. Il paziente ha scelto liberamente di essere curato da un medico di sua fiducia e non deve trovare al suo posto, se non in circostanze particolari e solo come integrazione all'iter assistenziale, altre figure professionali che possano sostituirlo. Venerdì 24 gennaio avrà inizio la manifestazione Snami in difesa dei pazienti, la cui assistenza medica potrebbe venire gravemente compromessa”.

“I Medici – spiega Salvatore Santacroce, Vicesegretario nazionale Snami, lavoreranno regolarmente nei loro ambulatori, senza creare disagi agli assistiti ma porteranno sul camice un distintivo con la scritta medico di medicina generale non sostituibile. Sarà spiegato agli assistiti che qualcuno pensa di mandare al macero il sistema attuale che prevede gli studi medici anche nei piccoli paesi e nei quartieri periferici, che si possano tagliare ore di guardia medica notturna e che si possano aprire “centri commerciali" della sanità lontano dalla propria abitazione e dove, inoltre, potrebbero facilmente non trovare il medico di fiducia che hanno scelto per essere curati. Il tutto verrà riportato in una locandina nella sala d'aspetto dei nostri studi e verrà pubblicizzato in tutta Italia attraverso la stampa e le televisioni".

“Un “non sostituibile” – conclude Testa - come ferma risposta al percorso verso il degrado che porterebbe ad una sanità senza fondi, con i “corvi” e le lobbies del privato dietro l'angolo, e anche con un medico di medicina generale demotivato e senza più volto”. 

giovedì 12 dicembre 2013

INTERVISTA AD ANGELO TESTA SULL’ATTO DI INDIRIZZO

AL MACERO LA LEGGE BALDUZZI

Il taglio agli sprechi dell'ospedale per finanziare il territorio? Solo battute degne del concorso «barzellettieri d’Italia». E’ ridicolo acclamare la legge Balduzzi e nello stesso tempo demonizzare l’atto di indirizzo, suo figlio legittimo! Lo Snami grida il suo NO a questa «ristrutturazione» della Medicina del territorio con costi a carico dei Medici!   Dovremo  licenziare segretarie e personale di studio. Andare a rinnovare adesso le convenzioni è come partire per la storica campagna di Russia: un viaggio senza ritorno.
Roma 9 Dicembre 2013-Subbuglio e sconcerto nel mondo medico per l’atto di indirizzo dei Medici Convenzionati.  Lo Snami attraverso una lunga intervista al suo presidente nazionale conferma la sua posizione assolutamente contraria alla bozza ed esprime la linea ufficiale del sindacato.

Dott.Testa,  tre aggettivi per descrivere l’atto di indirizzo.
Osceno, pericoloso, dannoso. Epilogo naturale di una brutta legge.

I sindacati sono tutti d’accordo nel «bocciare » la bozza dell'atto di indirizzo?
Non ho sentito o letto le reazioni di tutti i sindacati ma immagino di sì, anche se con i dovuti distinguo. Vedremo in questi giorni. Il mio sconcerto nasce dalle dichiarazioni di chi continua a condividere la legge e ne stigmatizza gli esiti naturali.

Cioè ?
E chiarissimo che senza la legge Balduzzi non ci sarebbe stato questo atto di indirizzo obbrobrioso e pericoloso che non va bene a nessuno. Stranamente alcuni continuano a decantare le caratteristiche “innovative” di questa legge per poi prendere le distanze dalle naturali conseguenze pratiche che ne scaturiscono. Né serve cercare di dare le colpe alle Regioni. Se abrogassimo la legge Balduzzi sparirebbero anche le creature mostruose nate dai suoi parti distocici.

Ma ciò è possibile ?
Perchè no? Lo Snami lo ha chiesto in tempi non sospetti, paventando gli scenari che si stanno avverando in questi giorni. La storia della nostra Repubblica annovera esempi di leggi abrogate e sostituite da altre leggi, a volte anche immediatamente dopo il loro stesso varo. C’è solo da temere, poiché non c’è mai limite al peggio in questi tempi, che si possa magari estrarre dal cilindro una porcheria ancora peggiore della legge attuale. Solo se i sindacati ragioneranno insieme prendendo atto che si è innescata una micidiale bomba ad orologeria che devasterà la Medicina generale, potremo cercare di parare il colpo.

Cosa non va della legge Balduzzi ?
Intanto che è nata su imposizione e senza concertazione se non con i soliti noti e senza considerare realmente le modalità di lavoro dei MMG, tanto gradite ai Cittadini. E' figlia del governo Monti che oggettivamente non ha lasciato molti nostalgici e che ipotizza uno scenario di ristrutturazione del territorio senza investimenti, cioè a costo zero. Ovvero indica presunti risparmi nella gestione degli ospedali da reinvestire nel territorio. Insulto all’intelligenza dei Medici che sanno benissimo distinguere le bugie dal realizzabile e sanno che «la moltiplicazione dei pani e dei pesci» attiene a livelli ben superiori.

Si spieghi meglio.
Ci saranno solo tagli e ne andranno di mezzo i servizi essenziali perché se si arriverà al contenimento degli sprechi, figli della malapolitica, saranno solo «bruscolini». Tutto il progetto è come scoperchiare il tetto della propria abitazione per farne uno nuovo “a costo zero”  dimenticando che la manodopera, le travi e le tegole costano, negando a se stessi che il portafoglio è vuoto, che la vecchia copertura teneva e riparava e che “a costo zero” pioverà dentro casa.

L'atto di indirizzo che scenari paventa ?
L'abolizione dei distacchi sindacali con conseguente morte dei sindacati puri che non hanno entrate se non dalle quote degli iscritti. E’ un attacco diretto alla libertá sindacale, impedendo di fatto ai legittimi rappresentanti di esercitare il loro diritto costituzionale. Non essendo i medici di medicina generale dei dipendenti, i quali vanno in "permesso sindacale" retribuito, avranno oggettivamente grosse difficoltà a sostenere i costi della rappresentanza. Altra mortificazione della Medicina Generale saranno i tagli degli emolumenti sino al trenta per cento. Budget di distretto, ruolo unico equivoco ed interpretabile a piacere a seconda della convenienza e tutte le follie della legge Balduzzi ,di sovietica memoria, sulle aggregazioni forzate dei Medici. Solo pensare che le risorse economiche dei medici generali, utilizzate per collaboratori di studio e personale vengano tolte dalla loro gestione ed affidate alle ASL, tristemente famose per “saper ben gestire” le risorse, dovrebbe farci scendere in piazza con i forconi.

Si parla in maniera entusiastica di aggregazioni mediche che risolveranno tutti i problemi del territorio .
Altre “balle” grossolane. Evidentemente chi sponsorizza questi percorsi nel contesto economico e socio politico che stiamo vivendo è un laureato in Medicina e non un Medico. Cioè non ha mai visto un paziente. Le aggregazioni forzate snaturerebbero il particolare rapporto medico paziente che è alla base del gradimento indiscusso e della funzione positiva della medicina generale.

Quello che Lei sostiene è che i Medici verranno aggregati contro la loro volontà ?
Lo dice la legge. Se vuoi mantenere la convenzione devi aderire per forza alle aggregazioni territoriali funzionali e potrai anche essere «deportato» forzatamente in una UCPP, cioè in un’aggregazione strutturale. Spariranno così gli studi medici nei piccoli paesi a vantaggio dei grossi supermarket della sanità, lontano dalle case dei pazienti o addirittura lontano dai paesi di residenza dei malati.

Se così fosse sarebbe una follia.
Follia è il termine appropriato. Anche perché se è vero che le 40 case della salute in Toscana sono costate 18 milioni di euro e per mantenerle ci vogliono 16 milioni di euro, i costi indubbiamente ci sono. A meno che non vogliano considerare i soldi finti del MONOPOLI come fonte economica a cui attingere e i tagli di ore di continuità assistenziale come si vorrebbe sperimentare in qualche Regione come percorsi virtuosi e non schizofrenici quali appaiono in realtà.

E l'annunciato decongestionamento dei pronto soccorso ospedalieri ?
Il ritornello che le aggregazioni mediche forzate risolveranno i problemi del pronto soccorso è stonato e permeato di malafede. Altra leggenda metropolitana ed imbroglio nei confronti dei pazienti. Abbiamo più volte sottolineato il perché sempre più assistiti si rivolgono ai pronto soccorso di per se già sottodimensionati. By pass delle liste d'attesa, risparmio dei ticket e la possibiltà di effettuare in un'unica soluzione una batteria completa di esami ematochimici e strumentali. Percorso figlio anche della medicina difensiva.

Cosa vuole dire agli altri sindacati ?
Che i contratti in questo contesto, e a queste condizioni catastrofiche per i Medici, non devono essere rinnovati e che, viste le premesse, qualcuno dovrebbe rinunciare a “ capetti & primarietti”, a rifondazioni figlie della demagogia per cercare insieme di limitare i danni a carico dell’intera Categoria e, di conseguenza, ai Cittadini che si dice di voler tutelare.

Cosa vuol dire alla politica ?
Che i Medici sono tanti e prendono le distanze dai politici incapaci, che non voteranno chiederanno di non votare per chi sta contribuendo allo sfascio del sistema sanitario. I politici hanno la grave colpa di servirsi di funzionari incompetenti che «rubano» lo stipendio e di fatto gestiscono a vari livelli la sanità con i risultati indecenti che sono sotto gli occhi di tutti. Come si può immaginare che un medico scontento, vessato, umiliato demotivato ed in difficoltà economica possa curare al meglio propri assistiti? Voglio aggiungere che con nostro grande rammarico dovremo licenziare le segretarie e le infermiere. Infatti le nuove forme di aggregazione comporteranno un taglio importante dei nostri emolumenti e l'impossibilità ad avere del personale. Anche ciò non interessa alla politica ?

Qual è il regalo di natale che lo Snami ha preannunciato per il ministro Beatrice Lorenzin?
Le impacchetteremo le conclusioni della discussione e del confronto che sono in essere nello Snami e che vedrà venerdì 13 e sabato 14 a Roma una riunione del comitato centrale, consiglio nazionale ed un convegno sulle tematiche della professione e sul modello Snami di cure territoriali. Le riproporremo il nostro comunicato stampa del 30 aprile in cui le facevamo un in bocca al lupo e chiedevamo, in tempi non sospetti, l’abrogazione della legge Balduzzi. Le ribadiremo che i Medici non voteranno per chi svende il sistema sanitario pubblico. Oggi questo monito e la proposta dell’abrogazione della Balduzzi la estendiamo agli altri sindacati e a tutte le parti politiche, indistintamente.

giovedì 5 dicembre 2013

MAI INGESSARSI E PERDERE TEMPO


IN TILT PER 24 ORE IL SISTEMA ON LINE DI INVIO DEI CERTIFICATI
Angelo Testa: "Non ci importano le lamentele dei datori di lavoro, preferiamo dedicare il nostro tempo ai pazienti"

Lo SNAMI interviene in riferimento al caos di ieri che ha visto la Medicina generale di mezza Italia “impantanarsi” in seguito ad un blocco del sistema operativo per l'invio telematico dei certificati di malattia inps. Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami <La nostra posizione di fronte a situazioni di questo genere è la risposta che ho dato ad una Collega emiliana che mi ha scritto lamentandosi di avere passato due ore del suo tempo per inviare i certificati di malattia tramite operatore e bloccando di fatto la sua attività ambulatoriale rallentandone pesantemente lo svolgimento e la propria operatività: bisogna semplicemente passare al cartaceo secondo la vecchia procedura così come viene fatto quando è in tilt la nostra linea o c'è un problema tecnico nel nostro sistema. Non possiamo e non dobbiamo permettere che eventi indipendenti dalla nostra volontà possano in qualsiasi maniera rallentare la nostra attività e causare disagio ai pazienti che devono “subire” un tempo di attesa anomalo e a noi stessi che dilatiamo il nostro orario di studio.>
<Personalmente> continua Gianfranco Breccia, dell'esecutivo nazionale e presidente provinciale della sezione di Torino, <in quelle situazioni in cui non è possibile trasmettere un certificato per via telematica ho predisposto un modello cartaceo in cui c'è l'indicazione “non trasmesso on line per malfunzionamento del sistema” evitando così di perdere tempo perché è chiaro che se il sistema centrale è in tilt, come è successo ieri, il call center risulta sottodimensionato a ricevere decine di migliaia di telefonate contemporaneamente.>
<In Sardegna> dice il presidente regionale Snami Domenico Salvago <inviamo i dati della nostra attività quotidiana in diretta ad un sistema operativo che si chiama EvoMedir,e per questa attività  la regione ci ha fornito i Pc e ci remunera mensilmente. Quando ci sono dei problemi ci mettiamo tre secondi a staccarci dal sistema e ottemperare all'incombenza  di inviare una mail segnalando un  malfunzionamento o rallentamento del sistema. Come per il caos di ieri con l'inps privilegiamo il corretto svolgersi dell'attività clinica nei confronti dei nostri assistiti e non “permettiamo”  intralci e perdite di tempo. <Lo Snami> conclude Angelo Testa <è favorevole alla tecnologia che sia d'ausilio all'attività del Medico e privilegia le soluzioni terapeutiche rapide, pragmatiche e qualche volta drastiche quando la tecnologia “si ammala temporaneamente”>

 

 

lunedì 24 settembre 2012

L'85% DEI MEDICI DI FAMIGLIA BOCCIA LA RIFORMA DELLE CURE PRIMARIE PREVISTA DAL DECRETO BALDUZZI

CONSULTAZIONE PLEBISCITARIA

Angelo Testa "Questo risultato dimostra che il sindacato che ha sponsorizzato per l'ennesima volta un percorso che i Colleghi ritengono irrealizzabile e dannoso per la categoria, di fatto non rappresenta la maggioranza dei Colleghi"

E' praticamente "bulgaro" il risultato del sondaggio realizzato da Health Monitor CompuGroup Medical in collaborazione con Il Sole-24 Ore. Ben l'85% dei Medici di Famiglia non ritiene realistico e fattibile l'obiettivo di garantire l'assistenza sul territorio h 24. Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami <Non era solo una percezione da parte nostra ma la certezza che chi lavora sul territorio, cioè i Medici, avesse la consapevolezza che l'ennesimo "pacco" confezionato dalla politica con la complicità di chi asseconda sempre non era realizzabile. Ma i nostri dati potevano essere considerati di parte, esagerati e strumentali nell'indicazione di un risultato estremo. Adesso, alla luce degli esiti inequivocabili di un sondaggio effettuato da chi è al di sopra delle parti, l'analisi è completa e non interpretabile .E' ora che i Colleghi si rendano conto di chi lavora sul campo quotidianamente ed ha la percezione dei problemi reali e di chi all'opposto propone ed asseconda percorsi distanti anni luce “dall'essere e fare il medico” tutti i giorni nelle cure primarie. Dei sindacalisti "entusiasti" degli sconvolgimenti irrealizzabili del territorio ho un personale sospetto: ma lavorano come noi tutti i giorni o hanno appeso da tempo al fatidico chiodo il fonendoscopio e le chiavi dell'ambulatorio?> Conclude il leader del sindacato autonomo <I nostri obiettivi devono essere volti a migliorare il nostro comparto insistendo nella ricerca del dialogo, ribadendo che le novità devono essere sperimentate e finanziate e nel dimostrare ancora una volta ai Colleghi che è meglio farsi rappresentare e tutelare da chi al massimo si genuflette in chiesa!>

lunedì 3 settembre 2012

LETTERA DEL PRESIDENTE TESTA

Cara Collega, Caro Collega,

Ti scrivo questa lettera in un momento di grande crisi economica e di valori.

La difficoltà oggettiva di poter investire per la programmazione sanitaria non deve portare il Governo a distruggere quanto di buono era stato costruito e faticosamente mantenuto nel nostro paese.

Voglio parlarti non come Presidente di uno dei più grandi sindacati d'Italia ma come collega, che giornalmente vive la professione, non avendola abbandonata come molti che si sono dedicati al sindacalismo.

Come te vivo quotidianamente le difficoltà di una professione sempre più burocratizzata, dove la selvaggia riduzione dei servizi ospedalieri ha riversato sul territorio dei pazienti che si rivolgono a noi quale unico punto di riferimento di una sanità malata che tanti medici cercano di tenere in piedi con impegno e dedizione, anche oltre i compiti istituzionali.

Ci viene detto che i codici bianchi che affollano il pronto soccorso sono segno della nostra mancata presenza, omettendo colpevolmente di sottolineare che il problema sta a monte e cioè nella lungaggine dei tempi di attesa e nella ricerca del tutto subito e gratis.

Allora perché non far pagare veramente le prestazioni inutili? Perché il collega del pronto soccorso invece di visitare il paziente e di rimandare ad un secondo tempo gli accertamenti non urgenti, come saggiamente noi facciamo giornalmente, fa fare di tutto e di più anche per una semplice emicrania?

Sul territorio per quante bronchiti chiediamo un rx del torace? Per quante bronchiti viene effettuata una lastra in ps? La risposta la conosciamo già.

Non sono contro le aggregazioni, sono contro l'aggregazione forzata, anche nella considerazione che alcune situazioni vanno bene in un certo contesto e male in un altro e nessuno meglio del medico di famiglia conosce le peculiarità del territorio e come ci si deve organizzare.

Non sono contro il ruolo unico, sono contro il ruolo unico che ci viene propinato, dove tutti dovrebbero fare tutto per cui non ci sarà più differenza tra la continuità assistenziale e la medicina di famiglia.

Cara Collega, Caro Collega,

ti chiedo di aiutarmi.

Di aiutare i colleghi che con me sono impegnati ogni giorno per salvare il nostro lavoro.

Creiamo insieme le condizioni perché capillarmente in periferia i Medici prendano piena coscienza di chi cerca di tutelare il loro lavoro e chi assume costantemente penose posizioni di accondiscendenza. Interviste anche sulle testate nazionali e prese di posizione pubbliche dimostrano che qualcuno dice sempre si alla parte pubblica dichiarando che la Medicina generale è pronta al cambiamento, in questo caso prona a subire le schifezze che ci vorrebbero propinare. Aiutateci ad evidenziare ciò ai colleghi perché realizzino pienamente in quale imbuto vogliono incanalarci.

Noi dello Snami combattiamo perché il cittadino abbia una sanità più equa e più adeguata ai suoi bisogni, reali e non percepiti.

Ma soprattutto la battaglia è per noi Medici perché dobbiamo salvare noi stessi per difendere la sanità territoriale ed evitare che venga definitivamente demolita.

Siamo aperti a quei Colleghi e a quelle associazioni che vorranno unirsi a noi in questo autunno caldo.

Noi siamo pronti alla lotta. E Voi?

 
Angelo Testa

Presidente Nazionale dello SNAMI

giovedì 23 agosto 2012

INTERVISTA AD ANGELO TESTA

SCRIVI: FARMACI GENERICI, OSPEDALETTI, GRUPPONI, BUROCRAZIA STUPIDA E COSTRIZIONI VARIE.
LEGGI: SOVIET DI STATO E PREAMBOLO AL MINIMO CONCEDIBILE.

“Rendiamoci conto che con questo andazzo il SSN sta facendo i passi del gambero”

Cosa sta succedendo questa estate ?

Non solo questa estate. Gli accadimenti negativi per i Medici in questi ultimi tempi si susseguono in maniera incalzante e soprattutto negativa. Ho già sottolineato per questa ultima storia dei farmaci che far entrare in vigore una legge il giorno di Ferragosto, con tutti i disguidi dettati dal momento, è già di per sé una sconfitta.

I Medici non vogliono prescrivere i farmaci generici ?

Neanche per sogno. Abbiamo denunciato puntualmente delle criticità nell'interesse dei nostri assistiti. Nessuno ha potuto controbattere perchè è la sacrosanta verità. Ribadisco che nella nostra esperienza clinica, su segnalazione dei pazienti, verifichiamo quotidianamente le differenze che vi sono tra farmaci solo apparentemente uguali, ma non identici tra loro. Infatti ogni casa farmaceutica che produce farmaci generici può utilizzare eccipienti con componenti differenti. Questo, assieme alla biodisponibilità del farmaco che può anch’essa essere differente, può accentuare anche di molto la diversità verso l'originale. Come conseguenza possibili maggiori effetti collaterali e minor efficacia per la non corrispondente concentrazione di principio attivo.

Altre criticità?
Intanto l'aver mascherato tutta l'operazione con un risparmio per lo Stato non corrisponde a verità. La mancanza di una lista di trasparenza e il non avere notizie sulla filiera di alcuni farmaci è indubbiamente un aspetto da sanare. In uno studio fatto dal nostro Sindacato ci risulta che solo una piccola parte dei pazienti aderisca direttamente alla sostituzione del farmaco da parte del farmacista, mentre la stragrande maggioranza preferisce tornare dal Medico per avere una conferma. Adesso la domanda la faccio io: Ma da quando in qua il farmacista conosce la clinica del paziente, eventuali controindicazioni all'assunzione di un medicinale, conosce le terapie che assume quella persona per prevenire eventuali interazioni tra farmaci e monitorizza il suo stato di salute? Ovviamente la risposta è scontata. Poi l'aver riempito di burocrazia l'atto medico della prescrizione non è altro che un maldestro tentativo intimidatorio dal far desistere per stanchezza dallo stesso. E' come se in una constatazione di decesso o in un'altra certificazione non facesse fede la mia firma ma dovessi a suggello di ciò ribadire per iscritto la mia convinzione. Un po' l'idiozia degli anni passati di far controfirmare le note AIFA, poi giustamente cassata.

Perchè il tentativo mediatico di colpevolizzare la classe medica?
E' palese che non interessa alcun confronto. Si vuole punire, senza peraltro riuscirci, una categoria rea di dire la verità e di non subire passivamente il gioco dello smontare pezzo per pezzo il Sistema Sanitario Nazionale. Giocando sul fatto che i cittadini spendono in farmaci parecchie decine di euro dovute ai ticket si è voluto far credere loro che la colpa è del medico corrotto e colluso con le Case Farmaceutiche. Medico che prescriverebbe i farmaci non nel loro interesse ma esclusivamente nel proprio. Non merita risposta la CODACONS che invita cittadini e FNOMCEO a denunciare i Medici che prescrivono i farmaci di marca. Un'altra associazione di Consumatori ci chiede viceversa ,attraverso le pagine della Stampa di Torino, di essere più incisivi e di difendere maggiormente i pazienti attraverso le nostre prese di posizione. Così come è da inserire al primo posto nello stupidario l'assunto che con i soldi risparmiati in farmacia i cittadini italiani potranno far girare l'economia nazionale. Chiedo ufficialmente a tutte le associazioni di cittadini e consumatori di darci una risposta su come mai non esistono i generici delle insuline,del coumadin e di altri farmaci cosiddetti “impegnativi”.

E gli iscritti Snami come reagiscono?
Ovviamente c'è sconcerto e si è disorientati. Ma prevale la voglia di reagire e di combattere per la sopravvivenza della professione che svolgiamo,  per la quale abbiamo studiato e ci sacrifichiamo giorno dopo giorno. Le sollecitazioni che riceviamo quotidianamente vanno dalla proposta della disobbedienza civile, al ricorso agli ordini dei Medici perchè venga rispettata la deontologia,alla raccolta delle firme per un referendum abrogativo, all'utilizzo delle nostre sale d'aspetto per informare puntualmente i pazienti sulla verità di queste operazioni.

E le altre forze sindacali?
Credo si possano coinvolgere perchè siamo tutti nella stessa barca e i problemi sono gli stessi anche se abbiamo differenti ideologie. Certamente è impossibile stare con chi dice sempre si a tutto, è entusiasta delle ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette e si accorda per agli ospedaletti di quartiere in Toscana. E' imbarazzante che chi rappresenta tanti Colleghi remi in quella direzione. Comunque noi siamo fieri di essere Snami e soddisfatti che sempre più Colleghi la pensino come Noi.

Un'ultima domanda: fra due mesi e mezzo ci sarà la tornata elettorale. Bilancio e programma.
C'è tanto da fare perchè al risveglio ogni mattina, quando meno te lo aspetti, puoi avere la sorpresa di novità negative che vanno affrontate. Le nostre battaglie saranno quelle di sempre: salvaguardare nostra professione intellettuale e il rapporto duale tra medico e paziente che lo ha liberamente scelto, salvaguardare gli emolumenti dei medici sempre più erosi da tagli ed inflazione, combattere le aggregazioni forzate, risolvere la burocrazia stupida e inutile che ci riempie la giornata, denunciare puntualmente le disfunzioni del sistema senza assume posizioni da zerbino. C'è la possibilità di ampliare e rafforzare il gruppo dirigente favorendo senza condizioni l'apporto di tutti per creare uno SNAMI più forte. Questo è quello che mi chiedono i dirigenti della periferia e in questo senso ci stiamo muovendo, coinvolgendo tutti per un Sindacato che aspira a crescere ancora di più dal punto di vista organizzativo e confermare numericamente il trend positivo di questi ultimi tre anni.

mercoledì 27 luglio 2011

Stati generali della Sanità, Snami invita a far fronte comune

I medici possono riuscire a privare la Manovra delle sue spine più pungenti soltanto se sapranno confrontarsi con la parte pubblica in modo unitario. Si può riassumere in questi termini l’intervento con cui Angelo Testa, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), ha preso parte agli Stati generali della Sanità italiana, il summit che ieri ha riunito a Roma una ventina di sigle sindacali della dirigenza e dell’area convenzionata del Ssn. «Il nostro primo obiettivo» ha detto Testa «è quello di ottenere la rimozione del blocco su turn over e contratti, che per i medici di famiglia significa anche ristrutturazione del compenso e separazione dei costi per i fattori di produzione. Se i medici non sapranno farsi sentire con una sola voce, non riusciremo a conquistare l’attenzione dalla politica».