venerdì 28 ottobre 2011

LETTERA PROVINCIA E RISPOSTA SPATA

Nei giorni e' apparso su 'la Provincia' una lettera di una cittadina residente in Valtellina che protestava per il trattamento ricevuto da lei e altre persone in uno studio di medicina generale. Nel testo partendo da giuste rimostranze, ha poi generalizzato criticando indebitamente tutta la categoria. Gianluigi Spata, collega e stimato Presidente dell'Ordine dei Medici, ha trovato il tempo fra i tanti impegni istituzionali per rispondere a titolo personale (come era giusto) e con la giusta moderazione. Riceviamo e pubblichiamo con piacere sul blog dello Snami di Como, sperando che sia di esempio ai molti colleghi che al posto di animare la discussione in rete su
chi dovesse rispondere avrebbero potuto farlo direttamente. Snami Como.
Di seguito le due lettere in oggetto. 


FLASH DAL COMITATO D'AZIENDA

VACCINAZIONI
E’ ufficiale! Chi si è fatto convincere dal Distretto a ritirare più vaccini e pensa di farsi pagare €6,16 anche questi dalla ASL è un illuso.
RELAZIONE FINALE PROGETTO RCCV
Alla fine i pazienti che hanno ultimato il monitoraggio sono poco più di un paio di centinaia. Numeri molto piccoli e limiti sul significato dei dati , ma lusinghieri sono i risultati per la medicina generale. Vista questa potenzialità, ci si chiede che bisogno c’è portarsi in casa un Provider del CReG, con i pericoli mortali che comportano per noi?
GOVERNO CLINICOLe autodichiarazioni fatte qs estate dicono che il 90 -95% dei colleghi non è in grado di estrarre dati dall’applicativo di studio. Ci beccheremo un corso di aggiornamento dedicato!? Si spera non di sera, ne di sabato! Visto questa difficoltà collettiva bisogna incominciare ad affermare l’idea che e le richieste per il Governo Clinico 2012 devono essere adeguate alle ns. capacità in qs campo quindi minime , come giusto che sia visto che le quote del governo clinico non sono altro che l’aggiornamento all’inflazione di anni scorsi che ci spetta. Nei prossimi giorni verrà insediato un tavolo per sviluppare l’argomento. I Cregghisti con ruolo di players hanno lo stesso debito informativo di tutti i MMG, solo chi partecipa nel ruolo di socio del provider ne è esentato (chissà perché a qs punto!)
DIMISSIONI PROTETTE
Eterogeneo comportamento ospedali. Per il momento molta confusione. Difficoltà di interlocuzione con responsabili ASL. Pochi medici leggono con tempestività mail degli ospedali, che per altro sono di poca leggibilità.
AGGIORNAMENTI AZIENDALINuovo tipo di programmazione come promossa da Ordine. Solo due eventi al Politecnico. Aggiornamento sul campo in Ospedale partito, ma offerta copre solo parte del fabbisogno. Supposta omologazione di eventi di società scientifiche della MG e altri (questi no grazie!)
CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
In attesa di indicazioni regionali per la riorganizzazione che seguirà quella in corso della 118 REU che vede presto dimezzate le centrali, saranno banditi 72 posti per medici in provincia di Como, che malgrado la pubblicità che si vuole attuare attraverso gli ordini del Sud Italia, è sicuro che non andranno per la quasi totalità coperti.
TAO
Pazienti in TAO di medici che non aderiscono al progetto in sperimentazione continueranno a avere sui tempi di consegna e le modalità di trasmissione penalizzate. Per la ASL tutto è regolare, ma Snami sentirà presto il Tribunale del Malato per denunciare pubblicamente il fatto.
MEDICI IN RETE DI ALTRO AMBITO POSSONO AGGREGARSI A GRUPPI ESISTENTI?
Vivace dibattito, ma idee poco chiare sul cosa fare. Discussione rinviata.
STRUTTURE OSPEDALIERE NON CERTIFICANO INPS
Continua il malcostume, ma ASL fa finta di niente. Che vergogna! Portate esperienze di MMG che devo compilare certificati per persone già viste da PS e dimesse con una diagnosi, ma con prognosi di zero giorni per non compilare il certificato.      

lunedì 17 ottobre 2011

DRG DEL TERRITORIO: NO AL MODELLO LOMBARDO

Sui drg del territorio quello che non va fatto è proprio imitare la Lombardia. Questo l’avvertimento che arriva dallo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) all’indomani del convegno ospitato a Palazzo Madama per discutere di modelli di remunerazione delle prestazioni per percorsi di cura.
«Abbiamo il sospetto» spiega il presidente nazionale del sindacato, Angelo Testa «che si parli di drg del territorio ma si voglia far altro. Al convegno, infatti, si è citato più volte il progetto lombardo dei CReG. E se per drg del territorio si intende quello, allora la nostra risposta è no, grazie». La posizione di Snami si spiega con gli obiettivi reconditi del modello, che dal prossimo mese verrà
sperimentato per un anno in cinque Asl lombarde nella presa in carico di alcune patologie croniche.
«Con i CReG» riprende Testa «la Regione si prefigge di conseguire risparmi di spesa innescando meccanismi di contrattazione delle prestazioni: la tariffa prefissata per ogni percorso verrà assegnata al medico di famiglia, il quale a sua volta dovrà trattare con gli erogatori – ospedali, laboratori di diagnosi, farmacie eccetera – per spuntare prezzi che gli permettano di stare nel budget predefinito. Cose che non ci piacciono: a parte il fatto che così il medico cessa di fare gli interessi del paziente, si imitano dalla Gran Bretagna formule che là hanno già fallito». Stesso discorso per il sistema dei drg nel suo insieme: «I drg ospedalieri» ricorda Testa «si sono già dimostrati inefficaci: gli ospedali tendono a privilegiare le prestazioni più “ricche” a scapito dell’appropriatezza e della spesa, come confermano i dati sui cesarei in Italia. E allora perché allargare al territorio un modello che nell’ospedale fa acqua?».

Dr. Antonino Grillo
Addetto Stampa Nazionale

venerdì 14 ottobre 2011

ACCORDO VACCINAZIONI

Il giorno 12 ottobre 2011 alle ore 10,30, presso lo sala riunioni PSAL, Via Castelnuovo n. 1, Como, si è riunito il Comitato Aziendale per lo Medicina Generale.
AI termine della discussione relativa alla campagna vaccinale 2011/2012 si conviene:

- vaccino retribuito (dose e somministrazione) per i pazienti oltre i 75 anni e per i circa 14.000 pazienti domiciliari indipendentemente dall'età, per un complessivo di circa 60.000 vaccinazioni;

- rendicontazione tramite compilazione di un foglio excel disponibile sul portale con già inseriti i nominativi dei pazienti di ognuno;


- ritiro dei vaccini in Distretto in un'unica soluzione previ accordi;

- comunicazioni congiunte alla stampa.

mercoledì 12 ottobre 2011

VACCINAZIONI 2011

Ore 12.45
Raggiunto accordo per 60.000 vaccinazioni over 75. Domami alle 14.30 in Asl conferenza Stampa con i particolari.

lunedì 10 ottobre 2011

PUNTI FERMI VACCINAZIONI

In vista del Comitato d’Azienda di Mercoledì 12 ottobre Snami scrive alla responsabile della UO Cure Primarie
Buongiorno Cristina.

Conoscendo l’ inconcludente esuberanza dialettica di persone che siederanno al tavolo e al fine di limitare la perdita di tempo inutile nel CdA di martedì, ti invio i punti irrinunciabili di Snami per partecipare alla discussione. Semplificherebbe molto tutto se l’ASL anticipasse una proposta scritta per posta elettronica di 24 ore, ma so che non è comunque facile.
Malgrado il pessimo clima che si è creato nei giorni scorsi e il più che giustificato rancore di numerosissimi colleghi verso il vertice dell’Azienda, se è vero che si sono trovate nuove risorse, e con molta fatica si dimentichino i modi e i tempi poco civili di come si è tentato di affrontare la campagna vaccinale 2011, sono convinto che ci siano gli spazi per arrivare ad una conclusione che vada bene ad entrambi le parti.

Se qualche aspetto non è chiaro, chiamami .
Saluti
Pito  Rivolta

1 Proposta scritta nella quale siano chiari i punti sottostanti.

2. Entità delle risorse che si vogliono mettere a disposizione.

3. Dichiarazione fonti finanziamento e garanzia concretezza fino al pagamento.

4. Il finanziamento non deve intaccare fondi per vaccinazioni 2012.

5. Tempi pagamento tassativi.

6. Nessuna vaccinazione può essere pagata meno di € 6.16.

7. Non sono previste nella contrattazione vaccinazioni gratuite o sottocosto.

8. L’offerta di vaccinare gratuitamente i pz fragili non deambulanti è valida solo in caso fallimento della trattativa ed è a discrezione del singolo medico.

9. Consegna puntuale vaccini presso il medico in momenti concordati.

10. I vaccini per ogni medico devono essere dello stesso tipo.

11. Rendicontazione deve comprendere come informazioni solo nome e cognome del paziente.

12. Rendicontazione a discrezione del medico cartacea o informatizzata su foglio *.xls .

13. Lo smaltimento delle siringhe del vaccino rimane sempre a esclusivo carico della ASL.

VACCINAZIONI, LEGA CONTRO ASL CHIESTO INTERVENTO REGIONE

Nuova lettera di Dario Bianchi all’assessore Bresciani
È inarrestabile la polemica generata dalla decisione dell’Asl di escludere i medici di base dall’imminente campagna vaccinale contro l’influenza.
Il consigliere regionale della Lega, Dario Bianchi, ha chiesto l’intervento dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, contestando apertamente «il modus operandi verticistico» dei dirigenti di via Pessina. Nessuna risposta dai vertici dell’azienda sanitaria locale, che a breve dovrebbero chiarire definitivamente l’organizzazione delle vaccinazioni. Nelle scorse settimane, l’esponente comasco del Carroccio si era rivolto prima al direttore generale dell’Asl, Roberto Bollina, e poi a tutti i sindaci del territorio, esprimendo forte preoccupazione per la riuscita della campagna vaccinale. Ora, lo stesso Bianchi è tornato alla carica coinvolgendo l’assessore regionale alla Sanità e contestando non soltanto l’organizzazione della campagna vaccinale ma anche la gestione del servizio di nutrizione clinica, la problematica dell’invalidità civile e la centralizzazione di funzioni che erano state affidate ai distretti.
«La dirigenza Asl ha costruito questa ardita operazione utilizzando un metodo verticistico, centralista e autoreferenziale - si legge nella lettera inviata da Bianchi a Bresciani - senza avere avuto la minima accortezza e la sensibilità di coinvolgere gli attori interessati. Non è stato instaurato un dialogo con il territorio per cercare di realizzare un progetto ampiamente condiviso. Questo modus operandi verticistico - prosegue - ha come conseguenza una disfunzionalità nel servizio al cittadino. Questo benché alcuni distretti, già messi alla prova dalle questioni che ho appena citato, stiano comunque cercando di rendere il servizio il più fruibile possibile utilizzando al meglio le capacità organizzative».
Bianchi auspica quindi un intervento di Bresciani. «Il direttore dell’Asl Bollina ha risposto alla lettera che gli ho inviato nel mese di settembre - precisa il leghista - Purtroppo, però, non mi è sembrato di fatto disposto a rivalutare le modalità organizzative della campagna antinfluenzale. Anzi, ha difeso le proprie scelte dicendo di non aver escluso i medici di base. La realtà, invece, è che lo ha fatto, perché li ha contattati soltanto a cose fatte. I medici di famiglia, così come i sindaci, invece dovevano essere coinvolti molto prima ed essere parte attiva nelle decisioni».
Nessuna risposta, almeno per il momento, da via Pessina. Già nei giorni scorsi, i dirigenti dell’Asl si sono limitati a dire che, a breve, annunceranno tutti i dettagli della campagna vaccinale contro l’influenza. I tempi ormai sono stretti. Nelle passate stagioni infatti, l’operazione di prevenzione è sempre stata avviata nella seconda metà del mese di ottobre. Per la riuscita dell’attività è necessario naturalmente informare correttamente i cittadini. Dall’azienda sanitaria assicurano che i tempi saranno rispettati. Anna Campaniello (fonte Corriere di Como)

VACCINAZIONI, CHIESTA AUDIZIONE DI BOLLINA

Campagna vaccinale, code per l'esenzione dal ticket, disagi per i disabili e i malati cronici. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Luca Gaffuri ha chiesto l'audizione urgente di Roberto Bollina, direttore generale dell'Asl, davanti alla commissione Sanità della Lombardia.
Gaffuri si è rivolto al presidente della commissione, Margherita Peroni. «L'auspicio - ha sottolineato l'esponente del Pd - è che l'audizione di Bollina si possa svolgere nei tempi più rapidi possibili, vista la stretta attualità dei tempi oggetto dei chiarimenti chiesti, di grande interesse per l'intera popolazione comasca». Sulla campagna vaccinale, anche l'assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani ha chiesto di fatto un dietrofront all'Asl. «Aspettiamo un cambio di rotta - ha detto - oppure dovrò prendereatto del fatto che c'è un direttore generale che la pensa in modo diverso dall'assessore. fonte Corriere di Como

venerdì 7 ottobre 2011

GLI ALTRI SINDACATI DELLA CONVENZIONE SIGLANO LA TERRIBILE E UMILIANTE “PREINTESA” RELATIVA ALL'ACCORDO REGIONALE (ACR) 2011-2012

Il fatto nuovo? L’intersindacale coagulata da SNAMI alla fine di luglio con “INTESA” e SMI ha retto per qualche mese e, grazie a questo lavorìo instancabile, sono state introdotte alcune (piccole) modifiche migliorative rispetto all’ ancora più terribile “preintesa” firmata solo da FIMMG in Settembre. E’ la riprova che il sindacato esiste per tutelare gli iscritti, per “sindacare” le scelte di parte pubblica e per fare la trattativa: sennò perché si dovrebbe pagare la quota di iscrizione? Ma, purtroppo, le sirene di Regione sono state troppo forti e ammalianti ed alla fine “INTESA” e SMI si sono fatti irretire. Peccato!
L’Accordo firmato ora, da queste sigle, proroga fino ad Aprile 2012 l’associazionismo semplice ma non garantisce la continuità economica retributiva di coloro che vogliono passare alla rete o al gruppo, che vedranno i compensi per l’associazionismo comunque sospesi. Inoltre, l’ACR lascia invariata l’iniqua norma che prevede la riduzione (dai vecchi tre - quattro euro) ai miseri 1,25 euro/pz/anno oltretutto solo a chi arriva all’80% (prima era all’85%) di prescrizioni di farmaceutica e di specialistica (obiettivo, quest’ultimo, di difficile attuazione viste le notevoli lacune del nomenclatore regionale). Unica concessione: un (fantomatico) tavolo tecnico che deve “studiare” la possibilità di dare un compenso forfetario a ciascun medico per l’utilizzo del SISS, forse (?) senza soglia minima ma solo dal 2012, ma non vi è assolutamente nulla di certo. Infine, si ritorna alla corresponsione del 50% del compenso (in luogo del 20% della “preintesa” di Settembre) per l’adesione al “governo clinico”.

Un po’ poco! SNAMI, ovviamente, non ci sta! Ma l’ultima parola deve essere detta dagli iscritti (da Noi usa così!!!) che invitiamo all’Assemblea Regionale del 20 OTTOBRE PROSSIMO ALLE 21.00 presso la sala PIME di via Mosè Bianchi 94 a Milano.

Comunque, visto che ci pagherebbero una miseria, continua lo “stacco della spina” del SISS( inteso unicamente come mancato invio di ricette per farmaci e prescrizioni): anche perché la penalizzazione per il mancato invio dei dati prescrittivi è solo dell’1,15%. Bisogna invece fare i certificati di malattia online.

La Regione è già tornata sui propri passi DUE VOLTE, rispetto alla bozza di ACR di luglio. Se saremo compatti avremo la possibilità CONCRETA di cambiare ancora le cose! LA FERMEZZA PAGA SEMPRE!

Roberto Carlo Rossi
PS: che figuraccia per FIMMG: ha dovuto RI-firmare un Accordo che dava per certo come il migliore possibile!!! Non ci sgoleremo mai abbastanza: non bisogna mollare, l’unione fa la forza. ....ma perché non lo capiscono?!?!?

martedì 4 ottobre 2011

PAGARE I MEDICI NON E ' UNA SPESA IMPROPRIA


 Soddisfazione dello Snami che la Regione abbia censurato il progetto dell’ASL di tagliare fuori i medici di famiglia dalla campagna vaccinale.

Corriere di Como
Salute - Luciano Bresciani dice la sua anche sulle code all’Asl per l’esenzione dai ticket: «Una buona organizzazione riduce i disagi»
L’assessore regionale alla Sanità interviene sulla vaccinazione antinfluenzale
L’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, interviene sulle vaccinazione antinfluenzali. «Pagare i medici di medicina generale per questa campagna - dice - non è una spesa impropria». Come si ricorderà, nei giorni scorsi la vicenda è stata al centro di una querelle tra gli stessi camici bianchi e l’Asl di Como. Bresciani entra anche nel merito delle code agli sportelli Asl per le esenzioni dal ticket: «Credo che con una buona organizzazione si possano ridurre almeno in parte anche i disagi».


Vaccinazioni e code per l’esenzione. Scontro tra Regione e Asl di ComoL’assessore: «Sbagliato non rivolgersi ai medici di famiglia»
«Pagare i medici di medicina generale per la campagna antinfluenzale non è una spesa impropria. Anzi, la Regione incentiva il coinvolgimento dei dottori di famiglia perché hanno una conoscenza diretta dei pazienti, soprattutto dei malati cronici e quindi dei soggetti più a rischio». Attacco, indiretto, dell’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, all’Asl di Como.
L’esponente della giunta del Pirellone non contesta apertamente la decisione dell’Azienda sanitaria locale lariana di escludere i medici di base dalla campagna antinfluenzale, ma fa capire senza troppi giri di parole di non condividere affatto il percorso intrapreso dai vertici di via Pessina. Per tagliare sulle spese della campagna vaccinale contro l’influenza, il direttore dell’Asl, Roberto Bollina, ha deciso di eliminare completamente il contributo di 6,16 euro lordi che, fino allo scorso anno, veniva riconosciuto ai medici di medicina generale per ciascuna iniezione. Davanti alla richiesta di lavorare gratis, i dottori di famiglia hanno opposto un netto rifiuto. Salvo colpi di scena, dunque, per l’imminente stagione invernale il farmaco contro l’influenza sarà distribuito esclusivamente negli ambulatori dell’Asl e negli ospedali.
«Spingiamo molto sulla necessità di vaccinare soprattutto i pazienti a rischio, ovvero in primo luogo i pazienti cronici in genere – sottolinea Bresciani – E chi li conosce se non il medico di medicina generale? Senza dubbio chiedere a questi professionisti di occuparsi delle vaccinazioni costa un pochino di più rispetto all’utilizzo per la campagna dei medici dell’Asl, ma questi non hanno una conoscenza diretta dei pazienti e si rischia di compromettere l’esito dell’intervento preventivo».
«La tariffa corrisposta ai medici di medicina generale non è una spesa superflua o impropria – ribadisce chiaramente l’assessore regionale – Piuttosto, si tratta di soldi spesi per una finalità sociale e di maggiore precisione nell’erogazione del servizio».
ESENZIONE TICKETDopo la stilettata all’Asl sulla campagna influenzale, l’assessore regionale alla Sanità entra nel merito anche del problema del caos legato alle esenzioni dal ticket. Ormai da due settimane, quotidianamente agli sportelli dell’azienda sanitaria si registrano code chilometriche di pazienti che devono sbrigare le pratiche per veder riconosciuto il proprio diritto a non pagare farmaci e prestazioni sanitarie.
«Mi rendo conto del disagio e della fatica e mi spiace per le persone che hanno avuto i problemi maggiori – dice Bresciani – Credo però che lo sforzo sia compensato da un benefit importante. In Lombardia circa il 70% dei cittadini ha l’esenzione dal ticket e credo che sia un fatto di non poco conto. Le persone che devono recarsi necessariamente all’Asl per ottenere la certificazione rientrano in categorie particolari – precisa l’assessore regionale alla Sanità – A livello nazionale, l’esenzione per reddito è prevista al di sotto dei 36mila euro, soglia che la sola Lombardia ha elevato a 38.500, per rispondere al meglio alle esigenze della popolazione. Abbiamo aggiunto all’elenco degli esenti poi categorie fragili quali disoccupati e cassaintegrati. È inevitabile però che queste persone vadano all’Asl ad autocertificare la propria condizione. L’afflusso elevato è prevedibile, quindi credo che con una buona organizzazione si possano ridurre almeno in parte anche i disagi».
BUDGETTra i capitoli aperti sul tavolo della sanità lariana c’è poi l’allarme conti e bilanci difficili, con i dirigenti degli ospedali costretti a «fare i conti della serva» per far quadrare il sistema economico.
«Anche in un momento di grave crisi, quale quello che stiamo vivendo, posso assicurare che i soldi già garantiti dalla Regione non mancheranno», promette Luciano Bresciani. I sacrifici, comunque, sono inevitabili.
«La decisione di ridurre dell’1% i budget previsti va nella direzione di un taglio dei costi impropri – conclude Bresciani – Gli sprechi, per quanto la gestione possa essere oculata, ci sono e su questi vogliamo che si vada a incidere. Non abbiamo mai chiesto di ridurre i servizi, ma solo di agire sulle spese non indispensabili. In sostanza, di spendere il meno possibile. La Lombardia ha già abbattuto in modo significativo, negli ultimi anni, i costi impropri, ma sicuramente possiamo ancora migliorare».
Anna Campaniello

CERTIFICATO DI MALATTIA: VADEMECUM AGGIORNATO

Deve essere espressamente richiesto, dopo la visita, dal lavoratore al medico curante che deve indicare una diagnosi ed una prognosi lavorativa, requisiti necessari per la piena legittimità del certificato (art. 30 DPR 686/57 e D.L. 30 Dicembre 1979 n. 663 ).
Tutti i medici sono tenuti alla compilazione del certificato di malattia:
Medici convenzionati col SSN: medici di famiglia, medici di guardia medica, specialisti;
Medici dipendenti del SSN;
Medici libero-professionisti.
Il certificato deve essere inviato per via telematica con le seguenti deroghe:
Medici convenzionati col SSN: assenza di connessione a banda larga o black-out del sistema o inutilizzabilità del call-center (vedi terza circolare Brunetta);
Medici dipendenti del SSN: cartaceo fino a che le rispettive amministrazioni non avranno predisposto il sistema informatico ad hoc;
Medici libero-professionisti: cartaceo fino a ottenimento delle credenziali (In ogni caso, le pubbliche Amministrazioni ed i datori di lavoro privati sono tenuti ad accettare il certificato in forma cartacea)-
Sanzioni per chi non fa il certificato telematico:
Medici convenzionati: gradualizzate (vedi terza circolare Brunetta);
Medici dipendenti del SSN: gradualizzate (vedi terza circolare Brunetta);
Medici libero-professionisti: attualmente non previste.
Il certificato deve essere fatto per via telematica per tutti i lavoratori, ad eccezione di:
magistrati, avvocati dello stato, professori universitari, personale appartenente alle forze armate, personale appartenente alle forze polizia, corpo nazionale dei vigili del fuoco, personale della carriera diplomatica, personale della carriera prefettizia, professori e ricercatori universitari per i quali è necessario redigere il certificato cartaceo (art. 3 del D.lgs.165/2001).
Il certificato di malattia (on-line o cartaceo) deve essere necessariamente rilasciato da una struttura pubblica (medico convenzionato con il SSN o dipendente del SSN) in caso di malattia che si protragga per più di 10 giorni e dal 3° evento di malattia nell’anno solare:
ai dipendenti degli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale
Il certificato cartaceo: viene consegnato al paziente regolarmente firmato, senza diagnosi, salvo precisa richiesta del paziente (dipendente delle forze armate, delle forze polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco).
Il certificato telematico: dopo l’invio viene consegnato al paziente il numero di protocollo identificativo del certificato. Il lavoratore può chiedere copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia, senza firma (come previsto dalla normativa: Dlgs. 150/2009), oppure, in alternativa, può chiedere di inviare gli stessi documenti in formato pdf alla propria casella di posta elettronica nel caso che il sistema non permetta la compilazione/invio del certificato il medico utilizzerà, se disponibile, il servizio di call-center (numero verde 800 013 577) e se anche questa via non sarà percorribile consegnerà al paziente il certificato cartaceo stilato sulla falsariga della modulistica INPS (cognome e nome del paziente, indirizzo, data di inizio e fine malattia, data di compilazione del certificato, firma del medico e timbro con C.F. e codice regionale come da Circ. Direz. Gen. INPS N. 99/1996) in due copie, di cui una con diagnosi; nel caso in cui il sistema non permetta la stampa del certificato telematico correttamente spedito è possibile, in alternativa, inviare documento in formato pdf all’indirizzo di posta elettronica del lavoratore o utilizzare la modalità SMS, che dovrebbe essere messa a disposizione del sistema, oppure, quale estrema ratio, comunicare al lavoratore il numero di protocollo univoco del certificato emesso.

lunedì 3 ottobre 2011

ESENZIONE TICKET E RACCOLTA DOCUMENTAZIONE DA PARTE DEI MMG

L'articolo del Corriere di Como di ieri
«Inaccettabili le code all’Asl per ottenere l’esenzione dai ticket»
Ai medici di base l'incarico di raccogliere i documenti.


Due consiglieri provinciali chiedono che la Regione modifichi le regole
(a.cam.) «Le code infinite per ottenere l’esenzione dal ticket sono inaccettabili. È necessario intervenire. Si potrebbe dare ai medici di base l’incarico di raccogliere la documentazione». Il problema del caos agli sportelli dell’Asl per la certificazione del diritto a non pagare le prestazioni sanitarie è approdato in consiglio provinciale, con la richiesta di due esponenti di Villa Saporiti di un intervento per far fronte alla situazione.
La questione si trascina ormai da giorni ed è legata alle nuove norme regionali per l’esenzione – scattate il 1° luglio scorso – che vietano al paziente l’autocertificazione del reddito. Dopo un “periodo finestra”, in cui le regole sono state applicate in maniera flessibile, da metà settembre le normative vengono applicate alla lettera.
L’entrata in vigore effettiva del nuovo meccanismo ha generato il caso, anche perché il provvedimento interessa direttamente circa 90mila comaschi, per esempio chi ha più di 65 anni di età e un reddito inferiore a 36.151 euro annui.
La Regione dovrebbe inviare agli aventi diritto all’agevolazione un’apposita documentazione, che nella maggior parte dei casi però non è ancora stata ricevuta dai destinatari. L’unica alternativa è presentarsi all’Asl e compilare i documenti per ottenere l’esenzione. Il problema si è tradotto in code interminabili di utenti in attesa, soprattutto pensionati.
«È indispensabile fare qualcosa per risolvere il problema – ha attaccato Roberto Cigardi, consigliere provinciale di Autonomia Comasca - Io stesso sono andato all’Asl a richiedere l’esenzione per i miei genitori e ho vissuto personalmente il problema. Era una situazione assurda. Ho trovato una coda oceanica, prima di me c’erano circa 70 persone in attesa. È inaccettabile, non si può andare avanti così. Ho visto anziani colti da malore nell’attesa, mentre per tutti i disagi erano evidenti e facili da immaginare».
Cigardi è pronto a chiedere l’intervento della Regione. «Bisogna trovare una soluzione e chiederemo subito all’assessore alla Sanità Luciano Bresciani che intervenga per risolvere la situazione – ha detto Cigardi – Un’ipotesi di soluzione potrebbe essere quella di coinvolgere i medici di medicina generale. Si potrebbe chiedere ai dottori di famiglia di occuparsi delle pratiche per l’esenzione dei propri pazienti e di fare in modo di inviare direttamente i documenti all’Asl, in modo da evitare la situazione che si è venuta a creare nelle ultime settimane».
Analoga la denuncia di Rosangela Arrighi, esponente del Pd, vicepresidente del consiglio provinciale. «Ho avuto anch’io questo problema e lo stesso vale per alcuni miei familiari – ha detto l’esponente dell’opposizione – Quando sono andata all’Asl per effettuare la pratica c’erano in attesa già circa 90 persone. È una vergogna. Dobbiamo fare immediatamente qualcosa per mettere fine a questa situazione. È necessario attivarsi nel più breve tempo possibile perché la situazione è davvero inaccettabile».


Il pensiero dell Snami di Como
Abbiamo letto dell’intervento del consigliere Cigardi in consiglio provinciale e siamo contenti che si affronti in sede politica un problema che grava su tutta la Sanità da qualche settimana. Le file che affollano gli sportelli scelta/revoca dei distretti sono una vergogna ed è assurdo che per la seconda volta in un anno per problemi amministrativi estranei alla salute alcuni malati di tumore o altre malattie gravi debbano fare lunghe file con chi richiede l’esenzione per reddito o il PIN per avere lo sconto sulla benzina.
Il disordine che regna nella assegnazione dei nuovi codici ha appesantito il nostro lavoro e ci porta via tempo dedicato alla cura dei nostri pazienti creando spesso inutili discussioni con gli assistiti.  Non è stato spiegato infatti a molti cittadini lombardi over 65 che una volta non pagavano il ticket sulla farmaceutica che ora lo devono pagare e anche che il diritto a tutte le prestazioni dei disoccupati o cassa integrati è esteso solo parzialmente ai familiari malgrado abbiano  lo stesso codice e quando queste persone si trovano a pagare pensano che sia il medico ad avere sbagliato la codifica.
La raccolta delle schede di autocertificazione proposte da Cigardi non sarà un problema per il medico se si tratta di lasciarle in un contenitore in sala d’aspetto che periodicamente un incaricato ASL viene a ritirarsi, ma allora ci si chiede perché non anche in farmacia, presso i patronati, nei comuni , nelle parrocchie, nei supermercati, al ufficio postale, negli ospedali…ecc. 
Se l’idea invece è di fare al medico l’impiegato che inserisce i dati, questo non è ammissibile! E’ assurdo pensare ciò in un’epoca dove il medico è già assediato dalla burocrazia e fa fatica a soddisfare tutte le richieste di salute dei suoi assistiti. Questa ultima modalità calata poi nell’attuale scenario comasco diventerebbe farsa: da una parte l’inesperto DG toglie le vaccinazioni ai medici con grande disagio della popolazione che deve andare a fare la coda in ospedale per farsi vaccinare e dall’altra per non far fare ai cittadini la coda al distretto ASL, la si fare dai medici di famiglia in mezzo ai malati che aspettano. 
Ci chiediamo inoltre come mai nessuno si è accorto in casi come l’attuale che c’ è un grande latitante:  il sistema  informatico regionale CRS SISS.  Non sarebbe stato utile in queste occasioni per decentrare le autocertificazioni? Questo sistema che costa da una decina di anni più di duecento euro/anno per ogni cittadino, fornisce pochi e per lo più pessimi servizi. Quando le ASL dovevano stimolare il consenso alla trasmissione dei dati sono state fatte molte iniziative, perché non le si usano in queste situazioni di emergenza? Allora c’erano i camper che giravano davanti ai supermercati, c’erano i terminali a forma fallica tanto amati dall’allora DG … dove sono finiti questi strumenti pagati dalla comunità?