lunedì 28 gennaio 2013

PER LO SCANDALO DELL'ACQUA MINERALE


VI DIAMO NOI UN CARTELLO CORRETTO PER LA SALA D'ASPETTO
Appello al presidente della FNOMCeO Amedeo Bianco perché intervenga con fermezza.

Medici di Famiglia sotto la lente di ingrandimento dopo che è venuto a galla che un concorso per i medici Fimmg premierebbe con la partecipazione ad una lotteria per vincere 100 crociere per due persone coloro i quali appendono un  poster in ambulatorio che pubblicizza due acque minerali . Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami <Non è nostro costume entrare in casa d'altri ma non si può star zitti se sulla stampa si fa di tutta l'erba un fascio, come se tutti i Medici indistintamente fossero più avvezzi a fare pubblicità per vincere una crociera piuttosto che ad un corretto utilizzo della  sala d'aspetto dello studio medico dove si svolge l'attività ambulatoriale. Appare del tutto evidente che quanto promosso da quel sindacato  nulla ha  che fare con l'attività sindacale e con la tutela della categoria trattandosi di mera pubblicità, inaccettabile in uno studio medico in quanto potrebbe lasciare intendere al Paziente che alcune acque siano migliori di altre, se non addirittura terapeutiche «Uliveto e Rocchetta sono preziose alleate per la tua salute. Chiedi consiglio al tuo medico di famiglia». Uliveto è «utile contro la stipsi e per digerire bene», Rocchetta invece «aiuta la diuresi e previene la ritenzione idrica». Il messaggio per noi è  scorretto, se non addirittura ingannevole.  Infatti non c'è evidenza scientifica che l'acqua del rubinetto sia peggiore di quella minerale imbottigliata. Inoltre, come già detto, un poster del genere nella sala d'aspetto di uno studio medico potrebbe indurre i pazienti a pensare che queste acque siano migliori delle altre e portare ad una scelta di mercato basata sulla fiducia che il Paziente ripone nell'autorevolezza  della figura del proprio medico che, di fatto, appare approvare e convalidare il messaggio pubblicitario in questione. Lo SNAMI, ancora una volta, stigmatizza comportamenti non consoni al decoro della professione e rinnova  l’invito a tutti i Colleghi alla valutazione di questo e di mille altri comportamenti che stanno squalificando e snaturando sempre più la figura del Medico di Famiglia che, andando avanti così, cesserà di esistere. <Siamo disponibili> conclude Angelo Testa <a fornire a tutti i Colleghi che ne faranno richiesta i cartelli sul corretto uso dei farmaci e sulla prevenzione delle malattie e dei tumori, utili per completare il rapporto duale leale che si deve avere con coloro che  ripongono la fiducia nei nostri confronti e ci  affidano  la tutela della loro salute. Chiediamo inoltre al Presidente della FNOMCeO di dedicare un po' del suo tempo, anche in questo periodo di campagna elettorale, alla deontologia e di esprimere a nome della federazione un NO secco a questo “Q Channel 2 la vendetta”, della serie “a volte tornano” perché questo PLIN PLIN nella sala d'aspetto proprio non ci appartiene!>

venerdì 25 gennaio 2013

CAMPAGNA ELETTORALE PER LE ELEZIONI POLITICHE. SILENZIO ASSORDANTE E DEMAGOGIA SPICCIOLA SULLA SANITA'



“Di tutte le malattie l'ignoranza è la più pericolosa,
fuori i partiti politici dalle nomine della sanità”

Roma 24 gennaio 2013 - Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami ritorna sul silenzio assordante della politica sulla sanità <Oggettivamente si sente poco parlare in questa campagna elettorale di sanità che invece dovrebbe essere tra i temi più importanti sul cui confronto maturare la scelta ponderata del voto. Se consideriamo il ventaglio dei partiti che potrebbero prendere più consensi è imperante la calma piatta, come se il tema sanità fosse marginale. C'è chi nel proprio programma elettorale non ne fa neanche cenno, c'è chi affronta il tema in maniera generica e superficiale pur dichiarando che è favorevole al sistema sanitario pubblico, arrivando, dulcis in fundo, a chi la spara davvero grossa dichiarando tra l'altro che i medici di famiglia dovrebbero lavorare dentro l'ospedale. Eppure gli argomenti sul piatto della bilancia sono tanti e scottanti: federalismo, ticket, piani di rientro, Lea, ospedale e territorio. Su tutti la spada di Damocle dei tagli economici progressivi, l'interventismo schizofrenico di chi vorrebbe cambiare ad isorisorse e la delegittimazione scientifica del sistema sanitario nazionale di chi vorrebbe lucrare su forme alternative di assistenza sanitaria. Come Snami vogliamo difendere la natura pubblica e solidale del nostro sistema sanitario ricordando che l'Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale e vogliamo inoltre rilanciare il territorio, attraverso la tutela dei Medici che vi operano, partendo da una pregiudiziale: fuori i partiti politici dalle nomine della sanità. Non per niente al sondaggio del mese scorso proposto sul sito nazionale del nostro sindacato,alla domanda: LA SANITA' E' DIVENTATA RISERVA DI CACCIA DELLA POLITICA,le risposte sono state SI per il 96% e solo il 4% ha risposto negativamente .Le cronache  dei giornali riportano quotidianamente l’insoddisfazione dei cittadini, delle associazioni, dei sindacati e delle amministrazioni locali per le prestazioni del servizio sanitario gestito da azzeccagarbugli di partito ed eccezionalmente, eclissi di luna in anno bisestile, da professionisti seri, liberi,ed autonomi. Lo SNAMI dice NO  aI Servizio Sanitario dei partiti ,arrogante, sprezzante e supponente,  pieno di incapaci, che rinforza e rinvigorisce ogni giorno di più la sua vera funzione: RIANIMAZIONE DEI POLITICI!

giovedì 17 gennaio 2013

LA “TOPPATA” DEL COMICO BEPPE GRILLO CHE SPARA A ZERO SUI MEDICI DI FAMIGLIA


SPARLA SENZA SAPERE DI CHE COSA PARLA!
“Le esternazioni del comico offendono la categoria e ci fanno fare diagnosi di “qualunquismo inveterato “ di chi non si preoccupa di leggere neanche un “Bignamino” sulla medicina di famiglia.
E lo Snami gli conferisce il premio “POLITICO DI RAZZA”!
Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami <Francamente non ci fa più neanche ridere, figuriamoci la credibilità che gli diamo per la sua competenza sul sistema sanitario nazionale>. Il riferimento è a “Repubblica TV” dell’11 gennaio 2013 dove si può ascoltare il comico Grillo che tra le altre esternazioni sui Medici dice: “Un medico di famiglia guadagna più di un chirurgo. Ti sembra normale?”. Questa domanda e tutta l'intervista testimoniano un pressappochismo ed una disinformazione preoccupanti, oltre che offensivi ed inaccettabili se manifestati da un candidato al Governo del Paese.
Il Medico di Famiglia ed il Chirurgo sono due professionisti della Sanità che svolgono due distinte attività specialistiche con la stessa laurea, con diverso titolo specialistico, e con pari dignità. Il confronto su chi guadagna di più, fermo restando che non è affatto vero che un Medico di Famiglia guadagni più di un Chirurgo, è sterile e del tutto afinalistico. Sia l’uno che l’altro si trovano a lavorare con mezzi insufficienti ed a fronteggiare richieste spesso improprie, dovute all’incapacità, se non alla mancanza di volontà, da parte dei politici, di educare i cittadini ad usufruire correttamente del Servizio Sanitario, oltre che con risorse economiche insufficienti in un clima di enormi sprechi ed abusi in cui certa politica ha sguazzato alla grande. La mia domanda che è anche quella di migliaia di Medici, è questa: Vi sembra normale che un politico o un comico guadagnino decine di volte più di un Chirurgo e di un Medico di Famiglia messi insieme? Avevo una simpatia per Grillo, magari dettata dalla disistima per gli altri politici e per una certa sfrontatezza verso il potere> dice Domenico Salvago, addetto stampa nazionale dello Snami <ma dopo aver sentito questa intervista devo riconoscere che Grillo vince alla grande la prova del confronto con l'uomo qualunque degli anni 40 il cui simbolo era il poveraccio che scriveva sui muri “abbasso tutti” e che giocava su un umorismo spicciolo che faceva presa sugli scontenti.>
Salvatore Santacroce, Vicesegretario nazionale Snami <Altra prova che Grillo farebbe meglio a tornare in fretta al teatro è la sua affermazione in base alla quale i Medici di Famiglia, invece di avere lo studio in periferia, dovrebbero svolgere la loro attività all’interno dell’ospedale, in modo da far fronte all’80% dei pazienti che si recano in pronto soccorso per “piccole cose”. Quindi, secondo il comico che non riesce neanche a far ridere, i Medici di Famiglia dovrebbero chiudere gli studi periferici, presidio sanitario attualmente più capillare in Italia, creando disagio a chi usufruisce correttamente del servizio sanitario recandosi in studio, per favorire chi si reca in pronto soccorso per casi non urgenti che potrebbero essere gestiti nello studio del Medico di Famiglia.>
Conclude Angelo Testa <E' spontaneo chiedersi quale Medico, in qualsiasi branca eserciti, possa dare fiducia a chi esprime vaneggiamenti mediatici di questa portata per i quali lo Snami gli consegna il premio “POLITICO DI RAZZA”, essendosi manifestato non dissimile da tanti altri politici che lui stesso critica, accomunato dalla stessa “disciplina olimpionica” di denigrare il sistema sanitario nazionale ed i suoi operatori, perché questo fa audience, dimostrando di non aver neanche consultato un Bignamino sulla materia di cui si esternano le presunte deficienze. Oltre ciò, ovviamente, un posto d'onore a  CHI SPARLA SENZA SAPERE DI CHE COSA PARLA!>

martedì 8 gennaio 2013

LO SNAMI PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

PROGRAMMI BASATI SU SEMPLICI EVIDENZE E FUORI GLI “ASINI ”

DALLA GESTIONE DELLA SANITA'

No ai soliti “desiderata” populistici e virtuali ma serietà dettata dalla situazione delicata del momento.

Il sindacato autonomo invia le  proprie proposte   ai leader delle forze politiche che parteciperanno alla tornata elettorale nazionale del mese prossimo. Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami <Mi sembra  opportuno che i sindacati abbiano titolo a dare il proprio contributo  alla politica nella fase prodromica alle prossime elezioni nazionali. Ho visto alcune bozze dei programmi sanitari di varie formazioni politiche e prendo atto che al momento c'è veramente poco su cui dibattere.

Come Snami proponiamo una riflessione che deve fondarsi sulle evidenze e sulle considerazioni tratte dal rapporto dell'OMS del 2008, che a sua volta prendeva spunto dalla dichiarazione di Alma Ata del 1978: maggiore eguaglianza nella salute, accesso universale alle cure e centralità della persona. L'esatto contrario di quello che è stato posto in essere negli ultimi decenni, ovvero: centralità dell’ospedale e delle tecnologie, frammentazione dei servizi con al centro dell'attenzione le malattie e non le persone nel loro insieme, tentativi sempre più pressanti di privatizzazione della salute. In sostanza chiediamo di non scimmiottare una sorta di modello americano il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti e di lavorare insieme per salvaguardare il sistema sanitario nazionale pubblico, che in una società civile deve poter assistere tutti. Per fare tutto ciò vanno salvaguardati due principi che dovrebbero diventare due pregiudiziali: conoscenza dell'assistenza sanitaria del territorio, (appare scarsa quella degli ultimi ministri della sanità e dei loro “consigliori” anche sindacali), e la seria presa di coscienza che troppi “asini” hanno partecipato e continuano a partecipare a vario titolo ed a vari livelli al tavolo della sanità con lo stesso spirito ed intenzioni di chi è seduto ad un banchetto. Faremmo mai aggiustare il motore della nostra vettura a chi cerca il guasto nel bagagliaio e non sa maneggiare una chiave inglese? Certamente no. Allora perché affidarci alla gestione della sanità  a chi al massimo conosce la parte accademica della materia, persegue logiche lobbistiche ed affaristiche e che ha dimostrato scarsa considerazione dei Medici e delle persone malate?
Le nostre proposte alla politica che si avvicina alle prossime elezioni sono innanzitutto di non demolire l'attuale assistenza sanitaria territoriale, dando più forza al pubblico  e rilanciamo come suggerimento per il loro programma elettorale le proposte Snami che abbiamo licenziato al Comitato Centrale e Consiglio Nazionale di giugno 2012 a Trapani>. Lo Snami invia ai leader delle varie formazioni politiche le sue proposte per la riorganizzazione ed integrazione ospedale-territorio, ripropone, articolandole, le 10 domande fatte a suo tempo al Ministro Balduzzi, che non ha dato alcun cenno di risposta, e dichiara la propria disponibilità ad incontrare i leader politici che vorranno “seriamente” parlare di una sanità funzionale e realizzabile.

venerdì 4 gennaio 2013

NUOVA LEGGE SUL BRAND. UN PASSO IN AVANTI PER LA PRESCRIVIBILITA' DEI FARMACI


Snami: il nostro impegno perchè la norma possa ulteriormente migliorare
Lo scorso 6 dicembre al Ministero dell'Economia e Sviluppo c'è stato un incontro durante il quale le Istituzioni hanno preso atto che la vecchia legge "Spending Rewiev" entrata in vigore il 14-08-12 ha creato una situazione inaspettata e non voluta. Infatti pare che il legislatore non volesse creare un momento di cambi facilitati anche delle vecchie terapie croniche, ma solo far aggiungere il principio attivo nelle nuove terapie,nei nuovi pazienti,sul ricettario rosa e solo per i farmaci scaduti di brevetto con farmaco equivalente in commercio. Angelo Testa, Presidente dello SNAMI <Si è di fatto creata una situazione inaspettata e spiacevole che il nostro Sindacato ha puntualmente denunciato: serio rischio per la libera scelta in tema di prescrizione, possibili problemi per la salute del paziente che spesso si è visto cambiare il colore delle scatole dei medicinali e la forma delle compresse con conseguente confusione nell'assunzione della terapia cronica abituale. Oltre a ciò si sono creati i presupposti per il rischio di circa 60.000 posti di lavoro di un settore trainante e col PIL più alto tra tutti i settori in Italia .Il tutto, anche questo ribadito a gran voce ,senza che lo Stato di fatto risparmiasse un solo euro.
Il 6 Dicembre hanno ammesso che era necessario intervenire con una nuova legge che specificasse meglio che il medico può sempre ,anche nelle nuove terapie dei nuovi pazienti, indicare il nome del medicinale. Se verrà colto appieno lo spirito di questo nuovo provvedimento, ovvero la difesa delle scelte del medico delle terapie abituali del paziente e l'aggiunta del principio attivo solo per i casi suddetti, forse vedremo un futuro più costruttivo per tutti.>Conclude il leader del sindacato autonomo<Ci rivolgeremo alla classe politica che verrà eletta tra qualche mese per mandare avanti altre rivendicazioni “targate SNAMI”: l'istituzione dell'orange book, ossia il registro di intercambiabilità dei farmaci e rinsaldare, eliminando alcuni ostacoli ancora presenti, tutti i percorsi necessari perchè la prescrizione dei medicinali sia esclusivamente un atto medico, mai delegato a nessun altro e mai delegabile secondo le normative vigenti e le cui scelte e le relative responsabilità devono rimanere a carico e discrezione del medico prescrittore, sempre nel supremo interesse del Paziente, anche se con un occhio ad evitare gli sprechi>

venerdì 21 dicembre 2012

SNAMI SI RIVOLGE DIRETTAMENTE ALLA POLITICA. INCONTRIAMOCI PER PARLARE DELLA MEDICINA GENERALE.


“Il governo tecnico con la legge Balduzzi ha bombardato il nostro comparto.

Tutto è sanabile, ma non aspettiamo che sia troppo tardi, basta avere la forte volontà di volerlo fare”
 
Il sindacato autonomo si rivolge ai politici Italiani, nessuno escluso, perché si apra un dialogo da subito per affrontare e contenere le disfunzioni che deriverebbero al sistema sanitario nazionale se venissero applicate le norme della disastrosa legge Balduzzi. Il sindacato Snami ha iniziato in questi giorni sul proprio sito web nazionale un dibattito aperto a tutti e che andrà avanti sino alla fine del mese sulle soluzioni possibili per contrastare la fine della medicina generale che il governo appena dimessosi ha posto in essere e che qualcuno ha salutato con entusiasmanti assensi.
Angelo Testa, Presidente dello Snami< Dobbiamo far capire che non si risolvono i problemi con la decretazione d'urgenza in sanità, che la mancanza di concertazione e confronto non pagano e portano a risultati disastrosi, che senza soldi non si possono rinnovare i contratti e che razionalizzare e migliorare non vuol dire rifondare, termine tanto caro a qualcuno, che applicato al contesto dei nostri tempi ha il significato concreto di distruggere. Le numerose mail che ci sono arrivate in questi tre giorni trascorsi dall'inizio dal dibattito proposto sul nostro sito web ci fanno percepire l'inquietudine dei colleghi, qualche volta lo sconcerto, la consapevolezza delle precise responsabilità di chi ha voluto tutto ciò, ma soprattutto la voglia di reagire.
Abbiamo pensato di incontrare la politica che si appresta alla campagna elettorale per le prossime elezioni per rappresentare le nostre esigenze che in buona parte coincidono con quelle dei nostri pazienti: prima di tutto scongiurare la fine della medicina generale e sicuramente lavorare insieme per migliorarla. Consideriamo la parentesi Balduzzi breve e degna di cadere presto nel dimenticatoio. Sta a noi, agli altri sindacati sani, alla società civile ed al mondo medico far capire alla politica che solo gli stupidi non cambiano idea e che il modello di cure domiciliari volute dal governo tecnico è inapplicabile e dannoso perché figlio del pressapochismo e della non conoscenza delle problematiche del comparto perché nascono dal “non vissuto” sul campo dei consigliori del ministro che non esercitano la professione reale da anni.>
Conclude Angelo Testa <Ripartiamo dall'idea che bisogna contrastare una sanità a due velocità, una per i ricchi e una per i poveri e dalla forte consapevolezza che molti vorrebbero “sguazzare” in un falso rinnovamento in cui assicurazioni, finanziatori e mutue private farebbero affari sulla testa dei pazienti e dei professionisti che oggi mandano avanti decorosamente il sistema sanitario nazionale. Questo diremo ai politici e ribadiremo loro che i Medici se lo ricorderanno quando andranno a votare!>

venerdì 7 dicembre 2012

APERTURA PREFESTIVI: ATTENZIONE ALLE INTERPRETAZIONI DI COMODO

 
Dopo la comunicazione ASL questo pomeriggio, ci giungono interrogativi sul comportamento da attuare nei prossimi giorni prefestivi, in merito all'obbligo di tenere aperto lo studio.

A prescindere da ogni interpretazione "di comodo", suggeriamo di attenersi rigorosamente a quanto stabilito dalle norme:

Per chi non ha aderito al fondo di Qualificazione dell'offerta previsto dall'AIR
in vigore fino al 31dicembre 2012,vale quanto previsto dall' ACN per qualsiasi giorno prefestivo che preceda o meno più giorni festivi.

Ovvero:
 
 

Quindi, chi di norma svolge attività ambuatoriale al mattino in quel giorno della settimana, anche se nella data in questione è prefestivo, deve effettuare attività ambulatoriale . Il comma 7 dell'art. 47 non prevede che il medico sia obbligato a svolgere la consueta attività ambulatoriale nei consueti orari.

prevede che il medico svolga " attività ambulatoriale", che di norma viene svolta su prenotazione.
Nei giorni prefestivi è attivo anche il servizio di Continuità Assistenziale.


Per chi ha aderito al fondo di Qualificazione dell'offerta previsto dall'AIR
in vigore fino al 31dicembre 2012,vale oltre che quanto previsto dall' ACN per qualsiasi giorno prefestivo, quanto previsto dall' AIR in questione.

Ovvero:


Quindi, nel giorno prefestivo che precede più di un giorno di festività, ( 7 dicembre e 24 dicembre pp.vv..) il Medico che ha aderito al fondo di qualificazione dell'offerta (quota A e/o Quota B) deve aprire lo studio.L'art. 3 dell' AIR non prevede che il medico sia obbligato a svolgere la consueta attività ambulatoriale nei consueti orari.

Prevede solo che il medico apra lo studio.

Ricordiamo che l' attività ambulatoriale, secondo l'ACN, di norma viene svolta su prenotazione, e nei giorni prefestivi è attivo anche il servizio di Continuità Assistenziale.

La circolare Regionale "esplicativa" del 17.01.12
recita:


Tale "dettato" non fa parte di alcun accordo né di alcun contratto. E solo un "desideratum" della Regione Lombardia che ritiene di poter integrare unilateralmente quanto concordato (da altri), aggiungendo incombenze non previste con una circolare "esplicativa".

Pertanto non vi è alcun obbligo di rispettare i normali orari di apertura per il giorno della settimana in cui cade il prefestivo che precede due o più festività (7 dicembre e 24 dicembre pp.vv.) ma, solo per chi ha aderito al fondo di qualificazione dell'offerta, l'obbligo di tenere aperto lo studio, anche se di norma un quel giorno della settimana non effettua attività ambulatoriale al mattino.

Il Medico è libero di aprire lo studio solo al mattino, informando opportunamente gli assistiti del cambio provvisorio di orario, anche se abitualmente in quel giorno effettua attività nel pomeriggio.

giovedì 6 dicembre 2012

APOCALISSE DELLA MEDICINA GENERALE


GRANDI PROVE DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE BALDUZZI

Snami boccia senza appello il diktat delle regioni e denuncia l'autore ed i correi dello scippo agli stipendi dei medici di famiglia. “Saremo costretti a licenziare le segretarie. Da subito stato di agitazione permanente”

Durissima presa di posizione dello SNAMI dopo che dalla stampa emergono indiscrezioni che le regioni hanno emanato una bozza di indirizzo per la Sisac dove esplicitano le loro condizioni per l'applicazione del decreto Balduzzi. Angelo Testa, Presidente Nazionale del sindacato autonomo <Come stiamo denunciando da tempo si sta paventando un epilogo amaro per la medicina generale e le cure primarie. Non più "solo" cambiamenti peggiorativi ad isorisorse, ampiamente annunciate e paradossalmente gradite dai soliti dirigenti sindacali, ma addirittura tagli importanti agli stipendi dei medici del territorio. Secondo Domenico Salvago, Addetto stampa Nazionale dello Snami, non bisogna cessare di sottolineare in tutte le sedi e in tutte le maniere possibili che c'è chi ha voluto questo scempio. Un ministro che senza alcuna concertazione e con evidente scarsa conoscenza della medicina generale che promulga cambiamenti impossibili perché senza alcun finanziamento, un sindacato che plaude ad un decreto che prevede irrealistiche forme di assistenza con medici-marziani stakanovisti e con il dono dell'ubiquità e, dulcis in fundo, le regioni, a cui non sembrerà vero di porre condizioni capestro: esclusività del rapporto di lavoro e taglio economico delle indennità percepite dai medici a vario titolo>. Salvatore Santacroce, Vicesegretario Nazionale <I nostri emolumenti comprendono più voci che corrispondono alla articolazione della nostra attività. Nel tempo i nostri accordi nazionali e regionali hanno previsto una serie di istituti per migliorare l'assistenza ai cittadini. Forme associative di vario livello per cui i medici hanno investito nel tempo energie e parte dei loro stipendi per creare gruppi e reti per una più organica e capillare migliore organizzazione, per un'assistenza sanitaria di qualità. Ora, dopo che i Colleghi hanno investito dei soldi solo parzialmente rimborsati da quelle indennità, che oggi la Parte Pubblica vorrebbe cancellare con un colpo di spugna, si innesta una retromarcia dequalificante per il livello di assistenza al Cittadino. Tra le altre indennità sparirà anche quella informatica e quella per la segretaria. Saremo costretti a licenziare migliaia di segretarie in tutta Italia perché i nostri stipendi, ormai all'osso, non ci permetteranno di avere personale di studio dipendente.> Conclude Angelo Testa <Lo Snami denuncia gli stravolgimenti delle cure primarie normati e voluti da un Ministro nonostante le regioni abbiano ribadito più volte che non hanno i soldi per finanziare le necessarie strutture che quindi si vorrebbero porre a carico economico dei Medici. Denunciamo le gravi responsabilità di chi si è sempre dichiarato favorevole al decreto Balduzzi, primum movens delle prossime decurtazioni degli emolumenti dei medici di medicina generale. Lo Snami proclama da subito lo stato permanente di agitazione dei propri iscritti ed invita tutti i Colleghi, anche non iscritti, ad aprire gli occhi sulle responsabilità personali di chi ha contribuito colpevolmente al degrado a cui oggi siamo arrivati e li invita a partecipare alla lotta per salvaguardare la nostra dignità di Medici e conservare il nostro posto di lavoro.>

giovedì 29 novembre 2012

DOPO LE ESTERNAZIONI DEL PREMIER MONTI. SNAMI: GRANDI PROVE DI PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’?


“Da tempo diciamo che la delegittimazione del SSN non è altro che un pretesto per “svendere” il Sistema Sanitario Pubblico. Se si vuole risparmiare tagliatevi i privilegi ed iniziate a ridurre a 600 i parlamentari. Non è colpa dei Medici se la Sanità è diventata riserva di caccia della politica”

Dopo le prese di posizione del premier Monti sulla Sanità e le giustificate reazioni del mondo Medico e Sindacale sorge unanime la domanda sul contesto che viviamo e in che mani siamo.  Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami <Non so se fanno più male le prime inquietanti considerazioni, peraltro chiarissime, del  Presidente del Consiglio oppure le immediate precisazioni e smentite di palazzo Chigi “contrariamente a quanto riportato dai media, Monti ha voluto attirare l’attenzione sulle sfide cui devono far fronte i sistemi sanitari per contrastare l’impatto della crisi". Ovviamente, con l'intento di riparare. Certamente una persona del suo calibro non ha bisogno che qualcuno precisi il suo pensiero, sa farsi ben capire bene e tutti abbiamo capito benissimo. Come abbiamo capito benissimo che è l'ennesimo segnale delle grandi prove di smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico. Non solo dal premier Monti ma da più parti arrivano indicazioni che “servirebbero” finanziamenti integrativi per la Sanità. Vuoi vedere che privati, assicurazioni e banche arriveranno a sirena spiegata col camice bianco dei soccorritori a dare l'estrema unzione ad un sistema Sanitario solido ma avvelenato da chi vuole fargli la festa per banchettare poi con il business del prossimo futuro? Certo se la nostra parte politica di Governo continua a tagliare sulla Sanità definanziandola, nonostante tutti gli indicatori internazionali indicano che l'Italia spende meno degli altri Partner Europei sia in valori assoluti che in percentuale sul Pil, la malattia della nostra Sanità si aggrava. I soldi ci sono, basta voler effettivamente intervenire sulle incongruenze e ruberie che sono sotto gli occhi di tutti. Solo alcuni esempi per usare meglio i soldi di cui attualmente disponiamo: abolizione delle authority che costano un sacco di denari e sono rifugio per i politici trombati. Riduzione del numero dei senatori e parlamentari da1200 a 600, e sono ancora troppi. Rimodulazione, ridimensionamento e ubicazione delle Università riducendole di numero se troppo vicine e abolendo i doppioni. In Sanità chiusura dei centri trapianti che non effettuano un certo numero di interventi, magari definendo una grossa struttura per ogni tipologia al Centro, al Nord ed al Sud d'Italia. Per il territorio lo Snami ribadisce che la legge Balduzzi non ha individuato le reali criticità e non ha espresso i veri bisogni. D'altra parte la fretta, la mancanza di concertazione, gli assensi da parte di una sola sigla Sindacale che non rappresenta la Categoria , la non considerazione della presa di posizione di tutti gli altri Sindacati e delle Regioni, non avrebbe potuto ottenere altro risultato>

 

 

 

mercoledì 28 novembre 2012

QUOTE SISS: non bisogna mollare

 
Attenzione alla scadenza del 30/11

Nell'ambito del disegno in atto di annientamento della nostra categoria continuano gli attentati della ASL sul nostro stipendio. Infatti la ASL ha inviato nei giorni scorsi una raccomandata per tentare di portare a termine il tentativo di sottrarci risorse evitando l’erogazione della quota di 1,25€ /pz/anno prevista dall’AIR e di comminarci la sanzione del 1,25%/pz/anno del ACN legate all’indice prescrittivo (IdP)del SISS. A giustificazione di queste minacce vengono forniti dei report che danno informazioni molto limitate e approssimative, piene di errori, e non controllabili perché come ha espresso pubblicamente la massima responsabile regionale la prescrizione non è completamente tracciabile.

Snami è sempre stato critico contro la scriteriata gestione tecnica del SISS che ha portato con una spesa o negli ultimi anni 10 anni un miliardo e cinquecento milioni di euro solo gli scadenti risultati che abbiamo sotto gli occhi tutti giorni. Un sistema che storicamente al posto di aiutare il medico, lo penalizza con un aumento nella migliore ipotesi del 20% dei tempi di ambulatorio e che ora arriva a danni economici diretti. Non è sopportabile che oltre al danno quotidiano, ci sia questa beffa.

Dall’inizio di questa vicenda Snami che sia livello regionale, che provinciale ha organizzato alcuni incontri con la presenza di un legale (tuttora disponibile), consiglia ora di opporsi sistematicamente a questi provvedimenti poiché dall’analisi di molte situazioni la gran parte dei medici non hanno colpe nel fallimento del obiettivo prescrittivo, ma sono vittime dei molteplici malfunzionamenti del sistema.

Snami invita quindi a rispondere entro il 30 novembre 2012 comunque alla raccomandata e ripropone il fac-simile diffuso nei giorni scorsi da personalizzare.

Snami qualora alcune posizioni dei suoi iscritti non raggiungano l’obiettivo esclusivamente a causa dello sciopero SISS (ott2011>mar2012) si impegnerà fare valere le ragioni dei suoi iscritti nelle sedi competenti poiché ritiene antisindacale l’utilizzare per il computo del IdP periodi regolarmente dichiarati come sciopero.

Snami Como