giovedì 5 dicembre 2013

MAI INGESSARSI E PERDERE TEMPO


IN TILT PER 24 ORE IL SISTEMA ON LINE DI INVIO DEI CERTIFICATI
Angelo Testa: "Non ci importano le lamentele dei datori di lavoro, preferiamo dedicare il nostro tempo ai pazienti"

Lo SNAMI interviene in riferimento al caos di ieri che ha visto la Medicina generale di mezza Italia “impantanarsi” in seguito ad un blocco del sistema operativo per l'invio telematico dei certificati di malattia inps. Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami <La nostra posizione di fronte a situazioni di questo genere è la risposta che ho dato ad una Collega emiliana che mi ha scritto lamentandosi di avere passato due ore del suo tempo per inviare i certificati di malattia tramite operatore e bloccando di fatto la sua attività ambulatoriale rallentandone pesantemente lo svolgimento e la propria operatività: bisogna semplicemente passare al cartaceo secondo la vecchia procedura così come viene fatto quando è in tilt la nostra linea o c'è un problema tecnico nel nostro sistema. Non possiamo e non dobbiamo permettere che eventi indipendenti dalla nostra volontà possano in qualsiasi maniera rallentare la nostra attività e causare disagio ai pazienti che devono “subire” un tempo di attesa anomalo e a noi stessi che dilatiamo il nostro orario di studio.>
<Personalmente> continua Gianfranco Breccia, dell'esecutivo nazionale e presidente provinciale della sezione di Torino, <in quelle situazioni in cui non è possibile trasmettere un certificato per via telematica ho predisposto un modello cartaceo in cui c'è l'indicazione “non trasmesso on line per malfunzionamento del sistema” evitando così di perdere tempo perché è chiaro che se il sistema centrale è in tilt, come è successo ieri, il call center risulta sottodimensionato a ricevere decine di migliaia di telefonate contemporaneamente.>
<In Sardegna> dice il presidente regionale Snami Domenico Salvago <inviamo i dati della nostra attività quotidiana in diretta ad un sistema operativo che si chiama EvoMedir,e per questa attività  la regione ci ha fornito i Pc e ci remunera mensilmente. Quando ci sono dei problemi ci mettiamo tre secondi a staccarci dal sistema e ottemperare all'incombenza  di inviare una mail segnalando un  malfunzionamento o rallentamento del sistema. Come per il caos di ieri con l'inps privilegiamo il corretto svolgersi dell'attività clinica nei confronti dei nostri assistiti e non “permettiamo”  intralci e perdite di tempo. <Lo Snami> conclude Angelo Testa <è favorevole alla tecnologia che sia d'ausilio all'attività del Medico e privilegia le soluzioni terapeutiche rapide, pragmatiche e qualche volta drastiche quando la tecnologia “si ammala temporaneamente”>

 

 

giovedì 28 novembre 2013

Il ricordo di Roberto Anzalone


Ho conosciuto Roberto Anzalone molti anni fa, quando chiuso il Sindacato dei Medici Condotti in cui militavo, mi sono iscritto allo SNAMI. Ho subito avuto la netta impressione di un sindacalista  aperto ai valori politici della professione ma chiaramente e determinatamente indirizzato al sostegno del lavoro del medico.
Con impegno oserei dire più di tipo ordinistico  che sindacale, Roberto ha sempre sostenuto che il medico per dare come è giusto, la migliore assistenza possibile al proprio paziente deve essere “libero”. La libertà professionale, mi ha insegnato, consiste nel dare al paziente con impegno totale del proprio sapere e della propria possibile disponibilità tutto quello di cui ha bisogno, rimanendo liberi però da condizionamenti di qualsivoglia natura. é in questa ottica che ha sempre improntato il modo di fare sindacato.
Con una “sensibilità e una capacità politica” eccezionali ha sempre saputo guardare molto avanti e ha sempre saputo indicare. , anche con prese di posizione molto forti, le soluzioni possibili a livello contrattuale, purtroppo non sempre condivise da altre organizzazioni sindacali. Non ha mai tradito il suo concetto di libertà nemmeno a livello ordinistico. E’ stato un grande sindacalista medico e un grande presidente di ordine. Sono onorato di avere collaborato con lui.
  (Peppo Conti)      

Giuseppe Enrico Rivolta nel Board di Presidenza Uemo


La Uemo, “Union Européenne des Medicins Omnipraticien” , è una organizzazione non governativa, la più importante d’Europa, che raccoglie la rappresentanza di più di 500 mila medici di famiglia di 26 Paesi. E’ stata fondata nel 1967 da 6 stati allora compresi nella Comunità europea. Ha sede legale a Bruxelles e raduna le rappresentanze nazionali due volte l’anno in sedi differenti.
Questi i compiti primari della Uemeo:
studiare e promuovere i massimi standards per la formazione, la pratica e la cura dei pazienti nell’ambito della medicina di famiglia;
promuovere gli interessi etici, scientifici, sociali ed economici dei medici di famiglia europei per garantire la loro libertà e autonomia delle cure;
presentare alle autorità europee e ed alle organizzazioni internazionali un punto di vista unico dei membri pur nella diversità degli scenari di lavoro;
collaborare con altre organizzazioni europee di categoria per perseguire più elevati standards di formazione, aggiornamento , etica ed efficacia delle cure;


L’affermazione italiana
L'elezione dei suo membri è avvenuta durante la seduta autunnale della Uemo, tenutasi a Istanbul nei giorni scorsi , ha visto un’importante affermazione della proposta politica e professionale della Fnomceo, che ha visto coagularsi attorno al nome di Aldo Lupo. In lizza per la presidenza Uemo, insieme all’Italia, c’era anche la delegazione tedesca della Deutscher Hausärzteverband. L’assemblea elettorale, inizialmente divisa tra due blocchi (Paesi del Nord Europa e Mediterranei ), ha infine dato la sua preferenza alla candidatura italiana, grazie al programma politico elaborato dalla delegazione italiana e sostenuto dalla FNOMCeO, (fra i massimi dirigenti il nostro presidente Gianluigi Spata è stato una dei più convinti) brillantemente presentato in assemblea dal neo eletto presidente,  Aldo Lupo, che ha speso la sua credibilità conquistata sia a livello nazionale che internazionale, grazie anche ai 15 anni di esperienza maturati in ambito UEMO.

Il Consiglio
Il Board della Uemo è formato dal Presidente (Aldo Lupo di Torino), dal Segretario Generale (Giuseppe Rivolta di Como) dal Tesoriere (Giuseppe Augello di Agrigento) e da quattro vice presidenti di nazioni diverse, dei quali ogni anno ne viene sostituito uno. Più due commissari delle massime associazioni europee che di tutta la categoria medica. Dopo un anno di affiancamento con l’uscente presidenza ungherese, la presidenza italiana entrerà nei pieni poteri il 1 gennaio 2015, per il quadriennio 2015-2018. 

Il significato della presidenza italiana
La Federazione Italia degli Ordini dei Medici ha preparato accuratamente la candidatura italiana di UEMO dopo la bocciatura di quattro anni fa, perché da qualche anno gli indirizzi della politica sanitaria di una nazione sono sempre più legati agli indirizzi europei e la possibilità di potere interagire direttamente con il Parlamento europeo per condizionarne le scelte è sicuramente ora un plus per tutti i medici italiani che può avere ricaduta positiva sul peso della medicina generale nelle vicende italiane. Questa opportunità sarà supportata anche con un importante impegno economico ed organizzativo.

Obiettivi
Innanzitutto quello di cercare un maggiore coinvolgimento nelle decisioni di tutte le delegazioni nazionali in modo da rendere più forti ed efficaci le indicazioni ai legislatori del parlamento europeo. In particolare l’impegno verrà concentrato sulla qualifica dei medici di famiglia e sulle redistribuzione delle competenze con le altre professioni sanitarie , sulla libera circolazione dei professionisti e sulla salute dei migranti. Si cercherà di aumentare l’influenza e la visibilità dell’organizzazione istaurando rapporti più stabili e importanti con le agenzie europee dell’area sociale e sanitaria, nonché con le società scientifiche (Wonca, Euract…). Un aspetto che sarà particolarmente curato saranno i rapporti con i Media per affermare l’idea in cui crediamo dell’irrinunciabilità in qualsiasi sistema sanitario nazionale della figura del medico di famiglia, inteso come primo interlocutore del cittadino per la salute.

I compiti del Segretary General
Non è cosa molto definita perché Uemo è una organizzazione verticistica e quindi ogni presidente può scegliere di gestire direttamente o demandare a qualche componente del board . Il Secretary General è il suo più stretto collaboratore sia nella gestione interna dell’organizzazione durante i meeting, fra un meeting e l’altro, oltre a mantenere i contatti con le più importanti autorità europee e le altre organizzazioni mediche rappresentando il presidente quando necessario.

Le dichiarazioni di Rivolta
Pur avendo esperienze recenti di frequentazione del Ministero della Salute e del Assessorato alla Sanità regionale, per il dottor Giuseppe Enrico Rivolta il dovere di operare in un ambito internazionale così importante sarà sicuramente un’esperienza stimolante. “Un aspetto molto positivo –dice Rivolta - sarà il confronto con realtà professionali nazionali diverse, anche se non è una novità per me che da sette anni rappresento il nostro Paese in questa organizzazione, ma sarà ancora più importante per le occasioni e l’accesso a informazioni legate all’incarico. Sono un po’ intimorito però dalla massa di documenti che andranno studiati nel prossimo anno per costituirsi il background necessario per essere poi operativi. Di contro – aggiunge Rivolta - è stato un piacere ricevere le felicitazioni di diversi colleghi conosciuti negli anni in giro per l’Italia e che non sentivo da tempo”. Per quanto riguarda il suo impegno locale, il medico è ancora prudente:  “Non sono ancora in grado di dare una risposta perché non abbiamo ancora ipotizzato la suddivisione dei compiti all’interno del board, c’è comunque un anno di affiancamento che sarà prezioso per capire come funzione la macchina. L’intenzione comunque, se per mancanza di tempo di dovessero fare delle scelte, sarà quella di non trascurare l’impegno locale, perché i qualsiasi caso non bisogna perdere contatto con la base e la realtà professione quotidiana. Questo perché – conclude Rivolta -  in un momento di imminenti cambiamenti epocali del modello organizzativo della medicina di famiglia, sarebbe un grande errore lasciare il campo ad amministratori locali con una visione “ospedalocentrica” e con una cultura della medicina del territorio molto limitata.

Per statuto, UEMO non prevede alcun compenso per nessuno dei suoi dirigenti. Sono previsti invece rimborsi spese che coprono, oltre agli spostamenti,  appena le spesa dei medici sostituti.

lunedì 29 luglio 2013

CIAO FULVIO, UNO DEI NOSTRI

Snami, insieme a tutta la comunità dei MMG di  Como, piange la prematura scomparsa del valente collega brianzolo Fulvio Mauri e ne ricorda la moderazione ed il buonsenso
Era una  figura di riferimento per tutti i colleghi della Alta Brianza. Ai familiari, alla moglie Laura e ai figli Cinzia e Davide, le se più sentite condoglianze della nostra organizzazione.
 
Martedì scorso, a 56 anni, all'ospedale di Seregno, dove era ricoverato, è scomparso il collega Fulvio Mauri.
Fulvio svolgeva l'attività di medico di base dal 1984 ed era specializzato in Pediatria. Professionista attento e al tempo stesso molto umano e con una grande capacità di ascolto: «Le malattie non si curano solo con le medicine», amava sottolineare.
Massimo Mandelli e Paolo Vergani, con i quali operava nel poliambulatorio, lo ricordano così: 
«Abbiamo perso un carissimo amico, ricco di umanità, pacato e scrupoloso. Lascerà un grande vuoto. I suoi pazienti lo adoravano: li seguiva con meticolosità e per essere loro più vicino aveva realizzato un sito internet con cui comunicare». Un'assenza che tanti avvertiranno, a partire dai suoi cari che non lo hanno mai lasciato solo.
 
 

mercoledì 26 giugno 2013

CARD SISS TAROCCHE …. E IL LAVORATORE AMMALATO TORNA FARE LA RACCOMANDATA

I malfunzionamenti del SISS non finiscono mai di rovinare la giornata a medici e cittadini. La congiunzione ASL Como e Lombardia Informatica ha colpito ancora. La stessa collaborazione che nei scorsi mesi ha permesso alla ASL di sottrarre dalla buste dei medici migliaia di euro solo perché colpevoli di non avere raggiunto la fatidica percentuale di prescrizione del 80% elettronica a causa dei molteplici e quotidiani malfunzionamenti del sistema, questa volta si è superata.

Un giovane medico che doveva sostituire un MMG ha fatto richiesta al distretto in tempi utili di una card operatore ed è stato rinviato ad altro distretto (a 15 km) perché l’unica impiegata competente in materia era in malattia e nessun altro era in grado di svolgere quella operazione. Allo sportello dell’altro distretto viene fatta richiesta e contrariamente al solito la carta non viene emessa immediatamente, ma si dice alla collega che verrà contattata appena disponibile.

Passano due settimane nell’imminenza dell’inizio della sostituzione e nessuno si fa sentire. Il sostituto chiama gli uffici ASL, ma nessuno sa niente. Il titolare allora contata direttamente la  uASL preposti che dice che è impossibile al momento l’attivazione della card perché la rete non lo permette.
Arriva il lunedì di inizio della sostituzione e il sostituto non riceve risposte diverse e quindi deve provvedere a fotocopiare un  vecchio modulo di certificato, compilare a mano e pregare i malcapitati  lavoratori, con non poco disagio, a spedire a suo carico le raccomandate a INPS e datore di lavoro, come si faceva prima dell’era elettronica.

Naturalmente per ASL e Lombardia Informatica, come sempre, non è colpa di nessuno, ma solo una partita di card difettose. Ma chi le ha acquistate? Possibile che in 15 gg nessuno se ne sia accorto che il problema fossero le card in uso?
Scuse ai lavoratori che sono dovuti andare alla posta e hanno dovuto pagare per gli errori di altri e ai medici che hanno perso più tempo del solito scuse neanche a parlarne!  Probabilmente gli squallidi  ragionieri sforbiciatori che da tempo ormai hanno pieni poteri  in via Pessina, non percepiscono neanche il problema.  

Non si può poi continuare a tollerare che il Sistema Informatico regionale SISS  che costa così tanto alla comunità (un miliardo e mezzo in dieci anni) continui a funzionare in questo modo. In questi giorni è previsto il rinnovo della dirigenza  di Lombardia Informatica, speriamo in bene.    

martedì 11 giugno 2013

Rinnovo Direttivo Snami Como


Come sai, questo Sindacato deve procedere al rinnovo del proprio Esecutivo Provinciale per il triennio 2013-2015. Nei giorni scorso è stata convocata, presso la sede dell’Ordine dei Medici di Como in Viale Masia, 30  l’Assemblea Elettiva dello Snami di Como, che si terrà:

in Prima Convocazione il giorno giovedì  13 giugno 2013, alle ore 20,15 e in Seconda Convocazione, sempre presso la sede dell’Ordine e sempre giovedì 13 giugno 2013, alle ore 21.15.


Come sapete, differentemente dal passato non abbiamo potuto svolgere le elezioni a mezzo posta, questo perché il Nazionale ci ha fatto notare che quel meccanisco, in uso presso questa sezione da oltre 40 anni, non è più previsto dallo statuto Snami. Pertanto, siccome la votazione potrà essere espressa solo di persona durante l’Assemblea Elettorale, come sopra indicato, ti preghiamo di compiere un piccolo sforzo e di recarti personalmente al seggio per esprimere il tuo voto.

Ti ricordo che, a norma di statuto, potrai esprimere fino ad un massimo di 12 preferenze così suddivise:

7 Consiglieri 
3 Revisori dei Conti
1 Revisori dei Conti Supplente

Al fine di  non creare dispersione di voti, e ricordando comunque che tutti gli iscritti alla sezione di Como sono eleggibili, ti segnalo, in ordine alfabetico, i nominativi dei Consiglieri uscenti che hanno confermato la loro disponibilità e di altri  colleghi che hanno manifestato il loro interesse a fare parte del nuovo direttivo:

Barzaghi Giampiero - Mariano Comense
Bettarel Luigini - Dongo
Bianchi Fabio - Rovellasca
Brambilla Giovanni Walter - Carugo
Cassinelli Maurizio - Cantù
Conti Piergiuseppe - Beregazzo
Ghezzi Carlo - Como
Guffanti Andrea - Valsolda
L’Ala Giovanni - Castiglione Intelvi
Mancuso Maurizio - Como
Pastorelli Filppo - San Fedele Intelvi
Rivolta Giuseppe Enrico – Erba

martedì 7 maggio 2013

STOP ALLE VISITE DI CONTROLLO D'UFFICIO INPS PER I LAVORATORI MALATI

A RISCHIO POSTI DI LAVORO DEI MEDICI FISCALI E PERICOLO DI ASSENTEISMO SELVAGGIO
Snami chiede un ripensamento del provvedimento temendo una deregulation selvaggia ed un'operazione a perdere per l'Inps
L'inps con una comunicazione interna sospende le visite fiscali disposte dall'Istituto mentre restano in essere i controlli richiesti dalle aziende. Edoardo De Pau, Responsabile nazionale Snami del settore Medicina fiscale <Ritengo che il provvedimento dell'Inps sia avventato e figlio di una scarsa e frettolosa riflessione, altrettanto penso che il tutto debba necessariamente rientrare. In un momento di recessione come quello che attualmente viviamo, difficilmente le aziende, in sofferenza economica cronica, chiederanno con oneri a loro carico i controlli per i dipendenti in malattia. E ciò comunque non sarebbe giusto anche per le difficoltà economiche che le aziende stesse vivono in tutta Italia. Se l'Inps ha pensato di risparmiare con questa operazione si sbaglia di grosso. Facendo i “conti della serva” è vero che si eviterebbero i costi delle visite fiscali per un totale di circa cinquanta milioni annui, ma l'aumento dell'assenteismo creerebbe  un aumento dei costi per l'ente che sarebbe molto superiore al risparmio prodotto. Della serie risparmio cinquanta ma dimentico che spendo cento o duecento. Spesa destinata ad aumentare perché, mancando il deterrente del controllo, potrebbe essere favorito un aumento dell'assenteismo e quindi un aumento del costo per l'indennità di malattia.> Giorgio Massara, Presidente regionale di Snami Campania <Se la premessa è che la decisione dell'Inps nasce per far fronte alle richieste di razionalizzazione della legge di stabilità, la conseguenza rischia di smentire la premessa stessa: invece di risparmiare il risultato sarà l'aumento dei costi, irrazionale e senza senso, cioè l'esatto contrario dello spirito della spending review, processo di revisione della spesa. Non possiamo non considerare che più di mille medici del settore rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Sanitari che negli anni hanno maturato un'elevata professionalità e che quotidianamente sono elemento indispensabile contro l'abuso per l'assenteismo da malattia.> Conclude Angelo Testa, Presidente nazionale dello Snami <Abbiamo chiesto un incontro urgente all'Inps per capire meglio le motivazioni della decisione. Un detto popolare recita che “solo gli stupidi non cambiano idea”. Allora si corregga questa stupidaggine e si evitino ulteriori danni per la comunità e per i professionisti che operano nel settore!>

 

giovedì 2 maggio 2013

Indennizzo Specialità Medicina Generale anni 2003/2007

 
Dalla Corte dei Conti della Regione Lombardia è stata inviata a 480 Colleghi che si sono
specializzati negli anni 2003/2007, una richiesta di indennizzo per €33.843,60 indebitamente incassati quale contributo pubblico (borsa di studio) per la frequenza alla specialità di Medicina Generale.
La richiesta è motivata da attività incompatibile svolta durante il Corso di Specializzazione. Abbiamo quindi consultato il nostro legale, avv. Gennaro Messuti, che si è reso disponibile ad un incontro con i colleghi interessati per giovedì 2 maggio p.v. alle ore 21.00 presso la sede SNAMI di Viale Beatrice D’Este n. 10 a MILANO

martedì 30 aprile 2013

AUGURI DI BUON LAVORO E......... "LA PRENDIAMO IN PAROLA"

BEATRICE LORENZIN NUOVO MINISTRO DELLA SALUTE

Abroghiamo subito la legge Balduzzi

Lo Snami dà l' “in bocca al lupo” al neo ministro alla salute, Beatrice Lorenzin, giovane deputato del Pdl. Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato autonomo <E' doveroso salutare  con le migliori aspettative una donna che andrà a presiedere un dicastero così importante per il paese ed a governare il comparto di una Sanità troppo spesso dimenticata.> Lo snami ha duramente criticato il ministro precedente, Renato Balduzzi, che ha mandato avanti una politica di tagli e ridimensionamenti mascherati da una presunta innovazione, sentendo solo i pareri di poche sigle sindacali, incurante delle proteste di tutti gli altri sindacati, delle Regioni e delle associazioni dei cittadini. <Mi auguro> continua il leader dello snami <che quel periodo buio cada nel dimenticatoio. Ci batteremo  perché venga abrogata la legge Balduzzi. Non si può sconvolgere la sanità pensando che senza soldi si tenti, con l’imposizione, di realizzare progetti faraonici finendo per demolire ciò che di buono esiste già e che funziona grazie al  lavoro quotidiano dei medici ed al loro senso di responsabilità. Il nostro sindacato ha sempre denunciato i tentativi di delegittimazione della Sanità pubblica con la più o meno velata intenzione di dare spazio alle assicurazioni private, come ha denunciato pure la malapolitica che si è impossessata della Sanità trasformandola nella propria riserva di caccia di consensi e clientele.> Angelo Testa si rivolge direttamente al neo ministro Lorenzin <Abbiamo molto apprezzato il passo della sua intervista alla trasmissione televisiva  “Ballarò” dell' 8 gennaio di quest'anno, quando testualmente ha detto “l'abuso della politica nelle scelte mediche ha procurato non pochi danni” e condividiamo totalmente la sua riflessione. Quindi come Snami la prendiamo in parola e su questa strada troverà la nostra collaborazione per cambiare metodo perché la categoria medica non può continuare a sopportare lo scempio del sistema sanitario nazionale finora fatto, ed auspichiamo che il Ministero da Lei presieduto prenda una diversa direzione fatta di ascolto delle opinioni di chi lavora sul campo e di provvedimenti ragionevoli e soprattutto realizzabili.>

martedì 26 marzo 2013

IL MEDICO DI FAMIGLIA NON E' UNO SCRIBACCHINO!


PROGETTO ZEUS SNAMI: DALLA SARDEGNA IL RISPETTO DELLE REGOLE.
Faremo intervenire le Asl, le Regioni e gli Ordini dei Medici per evitare inutili disagi al paziente e burocrazia stupida che ruba il tempo alla clinica del medico di M.G.
<Le regole vanno rispettate>. E' lapidario Angelo Testa, leader dello Snami.<La norma è inequivocabile “lo specialista del servizio pubblico, sia ospedaliero che ambulatoriale, qualora ritenga necessario eseguire ulteriori indagini diagnostiche per rispondere ai quesiti del medico di medicina generale, deve prescriverle direttamente sul proprio ricettario senza alcun intervento del medico curante”.Eppure, quasi sempre, tale norma di legge non viene rispettata.>Il Sindacato Autonomo lancia il progetto Zeus con lo scopo di indurre lo specialista ad un cambiamento nel modo di rapportarsi nei confronti dei pazienti e dei medici di medicina generale.
Domenico Salvago, addetto stampa nazionale ed ideatore del progetto< Se ci fosse il rispetto delle regole in termini di prescrizione si eviterebbero,a costo zero, inutili disagi al paziente, costretto spesso ad estenuanti file nella sala d'aspetto del proprio medico di famiglia, ed un cattivo impiego del tempo del medico di Medicina Generale costretto a compilare ricette non di sua competenza. Per ottenere questo obiettivo è necessaria la collaborazione dello specialista pubblico, che non deve più delegare al Mmg l’atto prescrittivo che gli compete, ma deve provvedervi personalmente secondo le norme in essere, al momento quasi totalmente disattese. Ogni operatore sanitario deve svolgere il proprio ruolo e non mi risulta sia contemplata la figura medica di chi non svolge alcuni compiti di propria competenza demandandoli irrispettosamente ad altro medico, assegnandogli di fatto il ruolo di scrivano al proprio servizio.Il progetto Zeus sul rispetto delle regole partirà inizialmente in Sardegna e verrà poi esportato in tutta Italia. Attraverso il sito web nazionale informeremo puntualmente gli iscritti sull'evoluzione dei lavori.
Ci arrivano quotidianamente >continua Angelo Testa <delle segnalazioni da parte di Mmg che lamentano che l’uso del ricettario rosso del Ssn, da parte degli specialisti pubblici, non è automatico e che, al contrario, sono in gran parte gli stessi medici di famiglia a dover trascrivere gli accertamenti “consigliati” dai colleghi. Dimostreremo documentalmente alle Asl e alle Regioni la fondatezza delle nostre lamentele e pretenderemo il rispetto delle norme in essere.Solleciteremo gli Ordini dei medici a censurare i comportamenti non deontologici di chi perpetuerà la “telenovela delle omissioni” non escludendo azioni legali se, nonostante tutto, asl e regioni continueranno a fare orecchie da mercante sulla vigilanza del rispetto delle regole da parte di tutti.